Vi ricordate la celebre legge sul fine vita? Quella che si trascina tra corridoi parlamentari, commissioni e chiacchiere da anni, come un ospite indesiderato a una festa che nessuno vuole ma che nessuno ha il coraggio di mandare via? Ebbene, ieri la maggioranza di destra, in un lampo di pragmatismo degno di nota, ha deciso che il testo, finalmente approdato in Aula, non meritava altro che un bel passo indietro: via, si torna in Commissione. Per chi non lo sapesse, è un po’ come nel gioco dell’oca, ma senza il divertimento: si riparte da zero, o meglio, dal via.
Il giro infinito del gioco dell’oca sul fantomatico fine vita: quando la legge fa solo giri a vuoto



