Kfc sbarca a Milano e oltre con 8 milioni in tasca: perché fermarsi ora?

Kfc sbarca a Milano e oltre con 8 milioni in tasca: perché fermarsi ora?
Kfc, preparatevi: la catena ha deciso di spargersi a like coriandoli su tutta la Lombardia, con un piano di espansione che non lascia spazio a dubbi. Nei prossimi giorni apriranno due nuovi ristoranti, ma non pensate che sia tutto: entro l’anno ce ne aspettano altri sei, perché perché accontentarsi di poco quando si può dominare la regione?

In totale, Kfc intende gettarsi a pesce – o meglio a pollo – con un investimento di circa otto milioni di euro, promettendo l’inaspettato: la creazione di circa 150 posti di lavoro. Ma più che il posto creato, sembra interessante vedere come il brand stia trasformando Milano nella sua capitale italiana, lasciando Roma a cercare il suo pollo perduto.

Le due nuove aperture milanesi saranno strategicamente piazzate: una in zona Politecnico, precisamente in via Dino Compagni, e l’altra nel Mall “Porte di Milano” a Cesano Boscone. Con questo, Milano si fregia di un titolo che neanche si sognava, diventando la città italiana con più punti Kfc, raggiungendo la bellezza di 14 locali contro i “miseri” 13 di Roma.

La Lombardia, regina del pollo fritto (per ora)

Proprio così: la Lombardia non si limita a essere la più ricca regione d’Italia, ora è anche la patria scelta da Kfc per diventare l’impero del pollo. Il piano per il 2026 prevede la bellezza di otto nuovi locali solo nella regione, che guarda caso rappresentano il 40% di tutti gli investimenti del marchio a livello nazionale.

Alla fine di questo tour de force inaugurale, la regione potrà vantare ben 43 ristoranti Kfc, quasi il 30% dell’intera rete italiana. Numeri che fanno impallidire chi solo pensa di poter competere.

Non è roba da poco: nel biennio 2024-2025, la catena ha inaugurato da sola 17 nuovi punti vendita solo in Lombardia, e non parliamo della sola Milano città – che comunque fa la parte del leone – ma anche di provincia, da Bergamo a Brescia, passando per Monza-Brianza e tutta l’area metropolitana.

Ad oggi, solo nella regione lombarda, Kfc dichiara di impiegare circa 900 persone. Per chi ama i numeri, è un vero boom occupazionale per il settore del pollo croccante.

Investire in Lombardia? Ovviamente sì, e neanche troppo nascosto

La dichiarazione roboante arriva direttamente da Corrado Cagnola, l’amministratore delegato di Kfc Italia, che sembra aver scoperto l’acqua calda sul perché la Lombardia sia così strategica:

Corrado Cagnola said:

“La Lombardia non è soltanto il mercato più importante in Italia: è il territorio da cui vogliamo continuare a guidare la nostra prossima fase di crescita.”

Che tradotto significa: se vuoi far soldi, investi qui. Segue poi l’enfasi sul voler “rendere la nostra presenza sempre più capillare, innovativa e vicina alle persone”, frase che suona curiosamente come un mantra applicabile a qualsiasi multinazionale che nel frattempo imbastisce una nuova apertura commerciale.

Secondo Cagnola, investire in Lombardia significa “costruire valore nel lungo periodo”, ma senza specificare se questo valore riguardi più il portafogli aziendale o i bilanci sociali di una regione già infestata dalla presenza del fast food. E, dulcis in fundo, c’è la solita spinta a “rafforzare il ruolo di Milano e della sua area metropolitana come motore strategico per l’evoluzione del brand in Italia”. Insomma, chi sapeva che il futuro dell’Italia fosse un croccante pezzo di pollo?

Chi non ha mai sognato un’Italia dominata da un esercito di polli fritti, serviti con patatine e bibite gassate? Ora, con Kfc a fare il suo trionfale ingresso strategico, quella fantasia potrebbe diventare più realtà di quanto si pensi.

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