Primo piano PNRR Unindustria settimanale numero 231 ecco cosa ci aspetta dal 18 al 22 maggio 2026 e preparatevi a chiedervi se è davvero successo

Primo piano PNRR Unindustria settimanale numero 231 ecco cosa ci aspetta dal 18 al 22 maggio 2026 e preparatevi a chiedervi se è davvero successo

Ah, il tanto amato Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF)! La nostra salvezza finanziaria secondo molti, ma a quanto pare anche un piccolo capolavoro di opacità e confusione, almeno stando a quanto ci racconta la Corte dei conti europea. Non sia mai che le spese si seguano con un po’ di trasparenza o che i fondi si riescano a tracciare con facilità: sarebbe troppo semplice. Certo, formalmente la Commissione europea e gli Stati membri si comportano da bravi studenti e seguono le regole dell’RRF, ma queste regolette sono chiaramente più affascinanti che efficaci. Insomma, allegramente si nasconde il fatto che la piena rendicontabilità non è in programma. Il tutto mentre si guarda con ammirazione al prossimo bilancio pluriennale UE, pronto a replicare il modello di finanziamento “senza controllo reale dei costi”. Non vediamo l’ora di vedere questo stupendo deja vu.

Non si accontenta certo di poco il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che al solito Festival dell’Economia di Trento ci racconta di un “piccolo confronto” in corso con il nostro Governo circa il fantastico tema dell’utilizzo degli spazi di bilancio per contrastare la crisi energetica. Come dire, sappiamo che il problema è grosso, ma parliamo ancora di come mascherare la questione sotto il tappeto economico. Nel frattempo, la crisi energetica ringrazia la sceneggiata.

L’avanzamento “glorioso” degli interventi PNRR e PNC nel 2025

Secondo la Corte dei conti, tanto per cambiare, l’attuazione delle misure del PNRR e del Piano nazionale complementare (PNC) a fine 2025 è “sostanzialmente in linea con gli obiettivi europei”. Una frase decorosa, se non fosse che “sostanzialmente” e “in linea” sono i nuovi sinonimi di “abbiamo ancora qualche problema serio da risolvere in diversi settori”. Ma chi ha bisogno di precisione quando si possono usare eufemismi? La relazione si concentra su 34 misure del PNRR e su 4 programmi del PNC e ha ricevuto l’applauso di chi preferisce nascondere sotto il tappeto le contraddizioni evidenti.

Il PNRR giustizia: miracoli in arrivo o solo speranze?

Il 2025 ci regala un monitoraggio degli indicatori PNRR dedicati alla giustizia che lascia molte persone con domande. I dati indicano un presunto “avvicinamento agli obiettivi”, soprattutto grazie al miglioramento della durata dei procedimenti e alla riduzione dell’arretrato. Nel penale, addirittura, si festeggia il raggiungimento del target di riduzione del 25% della durata rispetto al 2019. Nel civile, quelli che una volta sembravano sogni lontani sono ora “più alla portata” dopo una generosa rinegoziazione con la Commissione europea. Insomma, si potrebbe quasi pensare che la giustizia italiana stia lentamente uscendo dal pantano, se non fosse che si naviga sempre a vista.

I favolosi elenchi del GSE per comunità energetiche e biometano

Nel magico mondo dei decreti, il GSE ha finalmente pubblicato le liste degli “ammessi” alle misure dedicate alle Comunità energetiche rinnovabili e al biometano – ovvero quelle due cose di cui tutti parlano ma pochi sanno veramente di cosa si tratti. Sembra che oltre 12mila richieste siano state accolte — un numero che sembra impressionante quanto la burocrazia necessaria per arrivarci. Naturalmente, queste operazioni fanno parte del DL PNRR 19 febbraio 2026, numero 19, nelle misure M2C2 Investimento 1.2 e 1.4, per chi apprezza la precisione burocratica nelle sue forme più complesse e incomprensibili.

PNRR e sanità: la formazione che fa miracoli (sulla carta)

Non poteva mancare la parte dedicata alla formazione del personale sanitario, naturalmente sotto i fornelli del PNRR. Risultato? Oltre 235mila operatori formati sulle nuove tecnologie digitali. Davvero encomiabile, se si pensa che si tratta di un esercito che si prepara a gestire la rivoluzione digitale del Servizio sanitario nazionale. Un passo avanti, si direbbe, o almeno così ci piace raccontarcelo, mentre ci chiediamo come tutto questo si tradurrà in un servizio più efficace per il cittadino medio.

Smart city: tanta roba, ma l’economia balla da sola

Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, il mercato italiano delle smart city si conferma stabile nel 2025 intorno a 1,03 miliardi di euro. Gli investimenti principali vanno a mobilità intelligente, illuminazione pubblica e monitoraggio ambientale. Bello, tutto molto smart. Solo che, dietro questo scenario brillante, si annidano prudenza e incertezze sulle future fonti di finanziamento, come se la sostenibilità economica fosse solo una parola da sventolare durante i convegni ma non un vero obiettivo da raggiungere. Insomma, viva lo smart, ma si spera che non sia solo una bella apparenza.

MIMIT e MUR tra ricerca e impresa: la favola del trasferimento tecnologico

L’atto strategico 2026-2028 firmato da MIMIT e MUR è pronto a consolidare l’eredità del PNRR nel trasferimento tecnologico, ovvero quel collegamento miracoloso tra la ricerca scientifica italiana e il mondo delle imprese. Il documento ammette candidamente che il contributo principale è arrivato proprio dal PNRR, come per dire: “Ora cosa facciamo senza questa scusa?” Si punta a trasformare la qualità scientifica in innovazione e competitività, ma è proprio qui che la realtà sembra arrancare tra burocrazia e lentezze italiche.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!