Javier Bardem fa il duro a Cannes mostrando quanto sia patetico il potere maschile

Javier Bardem fa il duro a Cannes mostrando quanto sia patetico il potere maschile

Che sorpresa: Javier Bardem appena mette piede a Cannes e già lo incoronano come candidato ideale alla Palma d’oro per il miglior attore. Ovviamente, secondo i critici francesi, il suo ruolo nel film in concorso “El ser querido” di Rodrigo Sorogoyen sfiora la perfezione. Già vincitore della Palma con “Biutiful” di Alejandro González Iñárritu nel lontano 2010, stavolta la sfida è tutta in salita, seppur accompagnata da un entusiasmo che fa quasi tenerezza.

Il protagonista è il regista premio Oscar Esteban, un uomo che farebbe passare chiunque per un santo: alcolizzato, violento, egocentrico e sempre sull’orlo di una crisi isterica. L’inizio del film? Un capolavoro di dolcezza e tensione, dove Esteban rivede dopo 13 anni la figlia Emilia (Victoria Luengo) e, con tutto l’amore paterno che può racimolare, cerca goffamente di convincerla a recitare nel suo prossimo film. Insomma, un ritratto che dà il tocco di classe al cliché del genitore disastroso ma “ardente”.

Una versione bollente del papà disastro

Rodrigo Sorogoyen decide di stravolgere il concetto di “valore sentimentale” trasformandolo in un’infusione di tensione e passionalità senza freni, grazie al suo regista-demiurgo Esteban, un uomo incapace di chiedere scusa ma molto bravo a sbracciarsi tra alcol e risse. Bardem, con la sua espressione da maschio alfa sull’orlo di una crisi di nervi, trasmette una rabbia quasi contagiosa, dominata da un’aggressività dirompente e da un totale deficit di autocontrollo.

C’è una scena memorabile dove Bardem/Esteban recluta i suoi attori con imperativi come “Mangiate come professionisti!”, obbligandoli a ripetere più volte le scene con una verbosità violenta degna dei migliori registi-tiranni. Un crescendo di ira così magistrale da far quasi venire voglia di stappare uno champagne per celebrare tanto talento disfunzionale.

Cannes applaude il declino del machismo

Non è una novità per BardemMark Ruffalo e Susan Sarandon.

Sul palco degli Oscar, guarda un po’, Bardem non ha nemmeno nascosto la sua contrarietà a qualsiasi guerra, lamentandosi da vera star della sua “preoccupazione per un mondo governato da pazzi.” E chissà se domani, all’incontro con la stampa, non ci regalerà altre perle di saggezza politica, giocando la parte del perfetto osservatore indignato.

Intanto, la sera della prima a Cannes, si è accontentato di incassare applausi scroscianti e un mare di flash, mostrandosi suadente e amabile ben distante dal suo ritratto di maschio incattivito. Accompagnato da Victoria Luengo e Marina Fois, ha sfoggiato tutta la sua faccia da divo sorridente.

Per non farci mancare nulla, ci informa la stampa che il 21 maggio sull’ambitissimo tappeto rosso a prendere il posto di Bardem ci penserà la moglie Penélope Cruz con il suo film “La Bola Negra” di Javier Calvo e Javier Ambrossi. Insomma, un clan di star perfettamente sincronizzato per far brillare ancora una volta l’apoteosi personalistica di Cannes.

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