Ah, la dolce estate europea minacciata da una crisi di cherosene che sembra più una trama da film apocalittico che la realtà del turismo. Mentre i poveri vacanzieri cercano disperatamente di non farsi spennare dai rincari, ecco spuntare la crisi del carburante per aerei proprio quando si avvicina il picco delle partenze. La soluzione? Restare a casa, o meglio, a portata di treno. Perché volare lontano sembra ormai un lusso da miliardari o da diplomatici in missione segreta.
Le compagnie aeree europee, bersaglio numero uno di questa tempesta perfetta, arrancano sotto il peso di bollette del carburante lievitate, guadagnandosi la medaglia d’oro non per l’efficienza ma per l’annuncio incessante di cancellazioni e rincari. Il blocco dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per il petrolio, manda in tilt l’importazione del 75% del carburante per jet dall’area mediorientale, facendo lievitare i prezzi del 103% a marzo, incredibile ma vero, rispetto al mese precedente.
Fatih Birol, il saggio capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, alza il tiro in aprile con la sua preveggenza: se l’Europa non trova subito carburante alternativo, “si rischia l’esaurimento nel giro di settimane”.
E mentre le compagnie aeree arrancano tra tagli di rotte poco redditizie e rincari, ecco spuntare il nuovo motto estivo: “vacanze a casa”. Nessuna sorpresa, visto che circa il 20-40% dei costi operativi di un aereo è carburante, una buona scusa per aumentare le tariffe o peggio, cancellare volumi.
Vacanze domestiche: la nuova frontiera del lusso low cost
Non c’è niente di più divertente che vedere la strada maestra del turismo europeo piegata a un mix di necessità e risparmi forzati. I britannici, una volta famigerati per il loro estro a schizzare verso ogni angolo del globo, ora si accontentano della vicina Francia, Spagna e Grecia. E se gli aerei fanno i capricci, niente paura: c’è sempre il treno pronto a prendere il testimone della mobilità.
Michael O’Leary, CEO di Ryanair, alla Norges Bank Investment Management Conference di Oslo, ha sintetizzato il dramma con la dolcezza di un lord inglese:
“Credo che questa estate in Europa vedremo sempre più persone scegliere di fare le vacanze a casa.”
Prosegue il nostro caro O’Leary, rivelando il nuovo trend: “Le persone decideranno di prenotare Portogallo, Spagna, Italia, evitando Medio Oriente o viaggi intercontinentali. Stiamo assistendo a uno spostamento dall’andare a lungo raggio al cortissimo.”
Il treno, eroe silenzioso dei viaggi estivi
Come prevedibile, le indicazioni di carenza di carburante per jet si traducono in un boom senza precedenti per il servizio ferroviario europeo. Biglietti Eurostar verso la Francia comprati dai britannici sono cresciuti del 42% tra marzo e aprile, e c’è un timido, ma significativo, aumento del 25% rispetto allo scorso anno.
Non stupisce quindi che i viaggi in treno verso Francia, Spagna e Italia registrino incrementi a doppia cifra: +98% per la Francia, +61% per la Spagna e +92% per l’Italia. Un’onda di amanti dei vagoni che sembrano riscoprire il fascino di quella che fino a ieri era vista come una seccatura noiosa.
Alvaro Ungurean, direttore commerciale di una piattaforma di prenotazione, commenta senza mezzi termini:
“Non è affatto una sorpresa che in piena crisi del carburante per jet aumentino le prenotazioni Eurostar e i viaggi in treno in Europa da parte dei britannici. Fortunatamente, il viaggio in treno mantiene l’Europa continentale a portata di mano per i turisti UK, soprattutto per chi teme cancellazioni di voli o disagi internazionali.”
Curioso come i treni abbiano sempre trasportato un numero sensibilmente maggiore di passeggeri rispetto agli aerei in Europa: 81,2 miliardi contro appena 8,9 miliardi tra il 2014 e il 2024, secondo uno studio di Allianz Trade.
Il prezzo del combustibile: il re della crisi
Come ciliegina sulla torta, i rincari non risparmiano neanche la benzina e il diesel. Ano Kuhanathan, capo della ricerca aziendale per Allianz, mette in chiaro che l’aumento dei biglietti aerei e dei carburanti sta rivoluzionando ogni schema tradizionale.
Statistiche alla mano, i britannici amano guidare verso destinazioni europee quando il diesel è competitivo e fa concorrenza al treno, ma ora, con il costo impazzito di benzina e gasolio, persino l’auto privata diventa un affare a rischio.



