Il primo premio se lo aggiudica ATHENA – Advancing Women’s Leadership in Inclusive Democracy, un progetto tutto estone che si concentra su… sorpresa! La partecipazione politica delle giovani donne. Perché, guarda un po’, pare che alle ragazze tra i 16 e i 26 anni ancora manchino “fiducia, competenze e reti” per fare politica in maniera attiva. E dire che in un’epoca di streaming, social network e influencer sarebbe così facile. L’iniziativa mira a colmare questi “fastidiosi” ostacoli, tipo l’accesso ai mentori o agli ambienti istituzionali, offrendo dunque una specie di coaching dall’alto verso il basso. Il premio? 7.500 euro. Soldi ben spesi, si direbbe.
Per il secondo premio si mette in gioco la Francia con Pol – Combating misinformation and strengthening citizen participation through an app!. Ora, non so voi, ma personalmente adoro quando la politica si riduce a un’app da smartphone. Pol dà l’occasione ai giovanissimi di “votare” su disegni di legge all’esame dell’Assemblea Nazionale francese e di rispondere a sondaggi vari. L’obiettivo? Avvicinare i giovani al politichese tradizionale, che chiaramente fa schifo. Ah, e per non farsi mancare nulla, l’app promette di combattere la disinformazione grazie a un’ “interpretazione basata sui fatti”. Promettente, no? Premio in tasca: 5.000 euro.
Il terzo posto va invece alla Spagna con un nome altrettanto curioso: European Guanxi. Per chi non lo sapesse, “Guanxi” è un termine cinese che indica relazioni sociali più o meno complicate. Questa rete di giovani europei è nata dalla mancanza (come prevedibile) di un luogo europeo che raccolga idee e analisi sulle relazioni tra UE e Cina. Insomma, la solita “toppa” su una mancanza di comunicazione continentale, con in più qualche pretesa democratica e un desiderio di fare una voce “più coerente” in ambito internazionale. Il premio modesto è di 2.500 euro, giusto per non farsi mancare nulla.
Un premio per voi giovani… ma con le solite cerimonie e numeri da copione
Il Premio Carlo Magno per i Giovani, questo splendido trofeo dall’aura rigorosamente europea, è aperto ai progetti di giovani tra i 16 e i 30 anni che abbiano un qualche legame con l’Unione Europea. Dal 2008 oltre 7.600 iniziative hanno cercato gloria presentandosi al bando. Ogni anno, vere e proprie giurie nazionali selezionano un solo progetto per stato membro, per un totale di 27 vincitori nazionali invitati alla solenne finale. Lì, finalmente, il gran giurì europeo sgancia i tre titoli continentali definitive, in coincidenza con la celebrazione principale del Premio Internazionale Carlo Magno di Aachen, che quest’anno si tiene il 14 maggio.
Insomma, un rituale consolidato dove tutto sembra andare avanti come un orologio svizzero, se non fosse che a volte questi magnifici premi si rivelano un po’ troppo politicizzati e al servizio di una narrazione europea che va molto di moda sui giornali di Bruxelles. Ma senza dubbio è confortante sapere che il futuro della democrazia sia tanto nelle mani delle chat su app, dei programmi di mentorship femminile e di reti informative su Pechino, tanto cari all’establishment… a patto che ci sia un premio e qualche soldo in ballo, ovviamente.



