Famiglia nel bosco abbandonata dai difensori per colpa di conflitti che nemmeno Hollywood osa inventare

Famiglia nel bosco abbandonata dai difensori per colpa di conflitti che nemmeno Hollywood osa inventare

A quanto pare, anche i professionisti più pazienti hanno un limite. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, freschi di nomina come rappresentanti legali della mitica “famiglia del bosco” di Chieti, hanno deciso di mollare il colpo. La motivazione? Nientemeno che l’assenza di una “visione comune”. Certo, ci mancherebbe, cosa ci si aspettava: un contratto di collaborazione tra giuristi e clientela che sembrava uscita da un film di fantascienza? In ogni caso, la signora Solinas, interrogata con tutta la calma del mondo, ha spiegato che le divergenze erano troppo grandi. Suvvia, si sa com’è, lavorare con i “genitori inadeguati” non è mai una passeggiata.

La storia è notissima: questi due legali erano subentrati lo scorso novembre a Giovanni Angelucci, l’avvocato originario che già aveva fatto i bagagli un po’ di tempo fa. La sua motivazione, degna di una soap opera legale, è stata la reazione tutt’altro che cooperativa di Catherine e Nathan, la coppia anglo-australiana al centro del polverone mediatico. Angelucci ha scritto nero su bianco che non poteva più sostenere una “difesa zoppa” e completamente fuori dal copione concordato da tempo con i suoi assistiti. Insomma, l’equivalente giuridico di lanciare la spugna in diretta televisiva. Ma chi potrebbe dargli torto? A quanto pare, se i clienti ti fanno saltare la mosca al naso, anche l’avvocato più rigoroso si ritira in buon ordine.

La saga dei genitori più “inadeguati” d’Italia (e non solo)

Se vi foste persi la trama principale di questa soap giudiziaria, ecco un rapido riepilogo per i meno informati: Catherine e Nathan non sono esattamente il prototipo di genitori da manuale. Anzi, sono diventati famosi proprio perché hanno elevato il concetto di “inosservanza” a livello quasi artistico, vivendo con i figli in circostanze talmente surreali da far impallidire qualsiasi sceneggiatura thriller. Ora, dopo l’ennesima perizia che ha escluso il loro ritorno a casa, la famiglia sta facendo i conti con la realtà legale che la circonda. Un copione che sembra scritto da qualcuno poco incline alla pietà e molto affine all’intransigenza burocratica.

Ma non finisce qui. Perché, in un colpo di scena che nessuno si aspettava (tranne forse chi ha seguito ogni puntata di questa telenovela), la signora Catherine ha annunciato di voler scrivere al presidente Sergio Mattarella per ottenere un incontro privato. Sì, avete letto bene: scriverà al Capo dello Stato, come se questo fosse il passo successivo nella risoluzione di un problema che da mesi infiamma i tribunali e i media. Perché, ovviamente, nulla dice “guarigione familiare” come un appello formale al Presidente della Repubblica. La domanda è: cosa risponderà il Quirinale a questa missiva degna di un film di Ken Loach? Scommettiamo un caffè che la pratica finirà nell’immenso faldone dei “non è competenza nostra”?

Il testa a testa legale tra professionisti e “clienti” impossibili

Vale davvero la pena soffermarsi sugli intrecci di questa vicenda per capire come, quando la realtà supera ogni previsione, persino il diritto si ritrovi in apnea. Gli avvocati che hanno abbandonato la “famiglia del bosco” non sono scappati certo per mancanza di coraggio o competenza, tutt’altro: sono stati costretti a farlo da uno scenario in cui la collaborazione tra difensori e assistiti era un puro miraggio. E chissà quante altre cortine fumogene verranno tirate fuori per mascherare questa rottura insanabile.

In un mondo ideale, la tutela dei minori dovrebbe essere l’assoluta priorità di chiunque operi in queste situazioni. Ma qui, tra cambi di avvocati che sembrano piccoli passi di danza senza coreografia e genitori che giocano a carte coperte con gli uffici giudiziari, la confusione regna sovrana. E mentre i media si lanciano in improbabili analisi e i presunti protagonisti fanno a gara a chi se la prende con la giustizia o il destino, i bambini? Ah, sì, i bambini: il dettaglio che, curiosamente, sembra avere un ruolo sempre più marginale.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!