Le fiere, si dice, non sono semplici spazi dove si espongono prodotti; no, sono addirittura “infrastrutture strategiche” per l’economia e veicoli di quella magnifica fantasia chiamata “diplomazia economica”. Questa perla di saggezza ce la regala Giovanni Bozzetti, il grande oracolo alla guida della Fondazione Fiera Milano, durante uno dei soliti eventi celebrativi intitolato “Lombardia Hub Europeo: la nuova strategia per investimenti e sviluppo”.
Ovviamente, perché parlare di fiere senza ribadire la gerarchia mondiale? Fiera Milano si presenta con aria fiera come la terza realtà fieristica in Europa e – rullo di tamburi – la settima sul pianeta Terra. Numeri a effetto che farebbero impallidire chiunque: un fatturato annuo di 47 miliardi di euro grazie alle aziende espositrici, di cui 18 miliardi solo dall’export. E dulcis in fundo, attrazione da capogiro con oltre 4,5 milioni di visitatori, praticamente un’intera nazione di curiosi.
Milan, la Silicon Valley del vecchio continente… o quasi
Per allargare ancora di più le magiche reti dell’attrattività, la Fondazione Fiera Milano si è inventata un sodalizio con Ice per ospitare, in quel di Milano, il prossimo 21 ottobre, il “Ces Unveiled”. Tradotto: l’anteprima glamour del più blasonato Consumer Electronics Show di Las Vegas, quel festival dell’iper-tecnologia dove tutto sembra possibile, tranne forse non spendere un capitale.
In un mondo dove “attrarre investimenti” si traduce spesso in “convincere qualcuno a versare soldi senza troppe domande”, Bozzetti ci regala la sua perla di saggezza finale, che suona così:
“Oggi attrarre investimenti significa soprattutto costruire fiducia”
Una frase che manderebbe in estasi qualsiasi manuale di management e marketing, ma che in soldoni significa semplicemente che bisogna creare eventi e scenari dove tutti, imprenditori, visitatori e territori si sentano un po’ più coccolati e connessi, nella speranza di tirar su qualche soldino qui e là.
In conclusione, la strategia lombarda si presenta come un mix perfetto di numeri altisonanti, grandi eventi e affermazioni pompose, il tutto condito da un’atmosfera di fiducia costruita a tavolino. Che dire, se non applaudire questa scenicità delle fiere che va ben oltre i padiglioni e le esposizioni, trasformandole in vere e proprie arene di diplomazia commerciale in salsa meneghina.



