Delitto Garlasco la famiglia Poggi sbatte la porta in faccia a Stasi e alla revisione del processo

Delitto Garlasco la famiglia Poggi sbatte la porta in faccia a Stasi e alla revisione del processo

«L’idea che non ci sia spazio per una revisione è più solida che mai», dichiara senza battere ciglio Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. Ovviamente, perché per lui una revisione dovrebbe scaturire da nuovi elementi così rivoluzionari da demolire quella che, nel suo immaginario, è una “sentenza incrollabile”. Nel fresco capitolo della nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, che sembra voler alleggerire le colpe di Alberto Stasi (quel fortunato condannato a 16 anni per il delitto della fidanzata), tutto suona come una sinfonia perfetta di omissioni e aggiramenti. Dalla lettura delle consulenze allegate alla scoperta (sì, perché anche in un caso così torbido si parla di ‘discovery’, come se fosse un film), niente sembra smentire la condanna definitiva. Né la perizia medico-legale della dottoressa Cattaneo, né quella informatica di Dal Checco, né tantomeno i consulenti del Ris per l’enigmatica faccenda della Bpa.

Il mistero dell’impronta 33: il gran rebus della revisione

Il legale ci illumina: «L’unico terreno da sondare è quella famosa “impronta 33″», ossia la traccia che, secondo i pm, appartiene a Sempio e che la difesa dell’indagato si affanna a negare. Un gioiello che la parte civile voleva infilare nell’incidente probatorio, perché, udite udite, “era già pronta la perizia dattiloscopica, sarebbe stato tutto molto più economico e veloce”. Ma si sa, la burocrazia e l’efficienza raramente viaggiano mano nella mano.

Nel frattempo, mentre si aspetta che la difesa di Stasi presenti la tanto attesa richiesta di revisione, qualcuno ha ben pensato di saltare a piè pari i punti fondamentali che hanno portato alla condanna. La celeberrima “camminata” è liquidata con una sbuffata in una manciata di righe, ignorata completamente dai consulenti del Ris di Cagliari e dagli altri esperti chiamati a confrontarsi con la perizia geomatica di Testi, Bitelli, Vitturari, una perizia che, evidentemente, meriterebbe di essere dimenticata.

Nel frattempo, la scena sembra più confusa che mai, specialmente quando si parla della bicicletta nera, quella tanto importante che stranamente è scomparsa come per magia dagli atti recenti. Secondo Tizzoni, questa bicicletta è «stata considerata cruciale fin dall’inizio, persino dal giudice Vitelli», il quale, per inciso, assolse Stasi ma mica per questo poteva ignorare un dettaglio tanto “fondamentale”. Ma, naturalmente, in un procedimento così serio, si può benissimo eliminare ciò che non si vuole senza fornire alcuna spiegazione di sorta. Evidentemente questa è la nuova modalità processuale emprica.

Quanto alla scarpa, quella famosa numero 42, nessuno si sogna nemmeno di metterla in discussione. Però, con una logica da manuale del nonsense, se per caso quella scarpa potesse andare bene anche a Sempio, chissà perché dovrebbe automaticamente non andar più bene a Stasi. Perché quando si parla di revisione, si suppone ci voglia una qualche prova decente e non un semplice “chiunque può entrare in scena”.

Nel divertente (per chi osserva da fuori) rebus della Bpa, nessuno ammette che l’assassino abbia chiuso la porta a libro: Stasi è addirittura definito “lo scopritore” perché fece notare che la porta era chiusa. Ma il Ris, fedele alla propria narrazione, ricostruisce una scena in cui la porta è invece rimasta spalancata – il che, di fatto, rende Stasi un narratore quantomeno “creativo”. Sì, perché il punto cruciale è sempre farsi un’idea sugli atti e sulle sentenze: o forse no.

E per finire degnamente, scordatevi granitici riscontri informatici che possano confermare la tesi accusatoria. La consulenza informatica della Procura di Pavia apre stupende porte: ad esempio, ammette che Chiara Poggi potrebbe aver aperto la cartella “militare” non solo la sera del 12 agosto 2007 come sempre sostenuto dalla difesa, ma pure più tardi. Insomma, il movente del litigio di coppia, spiegato con l’abilità di un giallista in pensione, si allarga e si arricchisce di dettagli che, guarda un po’, fanno sorgere nuovi dubbi. O magari li confondono ancora di più: vai a sapere.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!