Asti colpisce ancora: mamma e bimbo travolti e finiti dritti in ospedale, mentre l’auto se la svigna come se nulla fosse

Asti colpisce ancora: mamma e bimbo travolti e finiti dritti in ospedale, mentre l’auto se la svigna come se nulla fosse
Asti, precisamente nel ridente quartiere Don Bosco, stamattina si è consumato uno spettacolo degno di un dramma shakespeariano… o forse solo di una tragica distrazione: una donna di 29 anni e il suo cucciolo di meno di un anno sono stati letteralmente falciati da un’automobile in via Monsignor Marello, proprio a due passi dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Proprio quei valorosi pompieri, invece di spegnere incendi, si sono così trovati a prestare i primi soccorsi ai poveri investiti.

Da lì a breve, l’aria si è riempita del solito trambusto e delle ambulanze, segno che la situazione non era affatto una passeggiata.

Un impatto da far accapponare la pelle

L’urto? Violento, come si poteva facilmente intuire. Non bastava la bravura dei pompieri, è servito persino l’intervento dell’elisoccorso, perché quando una Opel Corsa decide di sbarazzarsi di un pacchetto mamma-bambino, la situazione sfugge rapidamente di mano.

La donna stava semplicemente attraversando la strada, con il suo piccolo di quattro mesi ben ancorato nel marsupio. Uno scenario dolce, finché la guida spericolata — o saracinesca scardinata — di una signora di una certa età, in direzione di una casa di riposo vicina, non ha trasformato tutto in un incubo da asphalt movie.

Il risultato? La mamma, ferita gravemente, è stata spedita in elicottero al CTO di Torino, codice rosso, anche se al momento è sveglia e cosciente. Traumi al volto e al bacino per lei, mentre il piccolo combatte con traumi cranici e addominali, ricoverato al Regina Margherita. Fortuna vuole che, per quanto grave, nessuno dei due sia in pericolo di vita. Immagino che qualcuno starà già preparando il solito regalo di “auguri di pronta guarigione”.

Rilievi e responsabilità: tutta colpa del destino?

Al volante, come detto, c’era un’anziana signora dal cuore tenero, diretta verso la casa di riposo per visitare parenti. Una missione apparentemente dolce, trasformata in una tragedia da strada.

La Polizia Municipale si è presentata sul posto per mettere ordine in quel caos, procedendo ai rilievi tecnici del caso e tentando di mettere insieme i pezzi di questo rompicapo: la domanda che scuote le coscienze è se la tragedia sia avvenuta sulle famigerate strisce pedonali o semplicemente nelle loro vicinanze. Perché, si sa, in Italia, attraversare sulle strisce è come camminare su una trappola letale; non è mai chiaro fin dove arrivino i diritti dei pedoni e dove inizi la roulette russa della strada.

Mentre aspettiamo che la ricerca della verità si traduca in qualcos’altro che un “accertamento delle responsabilità” solitamente poeta per “siamo tutti innocenti”, ci possiamo solo consolare pensando che almeno questa volta i protagonisti sono ancora vivi. Il glamour delle tragedie quotidiane ai tempi nostri non conosce pause.

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