67 milioni spesi per 7 anni di gestione da far rabbrividire

67 milioni spesi per 7 anni di gestione da far rabbrividire

L’Asst Melegnano Martesana ha deciso di fare un regalo a chi, evidentemente, se ne intende molto di sanità pubblica: ha pubblicato una delibera per affidare la gestione clinica di due strutture territoriali direttamente ai privati. Ma non è una novità lombarda: questa saga si ripete simpaticamente in diverse città della regione, con strutture costruite o ristrutturate a suon di milioni targati Pnrr e fondi dell’Unione Europea. Insomma, soldi pubblici per infrastrutture pubbliche, affidate poi senza troppi complimenti a privati. Quale migliore strategia per far ridere di gusto i contribuenti?

Ora, dopo queste dolci carezze alla sanità privata, monta ovviamente il disagio e la polemica tra chi sperava in un servizio pubblico, e invece si ritrova con un affare tutto tricolore: denaro pubblico regalato a gestioni private. Non si tratta soltanto di un problema amministrativo, ma di una questione di coerenza politica, quella stessa coerenza che, come ben sappiamo, spesso fa i bagagli e se ne va in vacanza.

Il paradosso europeo-lombardo

Esattamente, le strutture in questione sono state finanziate con i soldi dell’Unione Europea, che si suppone investa nei servizi pubblici per migliorare il benessere dei cittadini. Ma, con un tocco di ironia, queste preziose risorse finiscono per costruire infrastrutture che vengono prontamente consegnate ai privati, con la scusa della “gestione efficace”. Dove sta la logica? Magari si nasconde in qualche angolo burlesco dei corridoi amministrativi lombardi, ma per i comuni mortali rimane un mistero degno di un romanzo di Kafka.

Da splendido esempio di servizio pubblico a ennesima festa per il privato, questa operazione è il simbolo di una politica “lungimirante” che sa come trasformare soldi pubblici in business privato senza perdere neppure un secondo di sonno. L’efficienza, a quanto pare, si misura in quante polemiche riesci a scatenare con una scelta tanto discutibile quanto prevedibile.

Perché il coro di proteste non si fa attendere

Ovviamente, non poteva mancare la solita valanga di critiche: sindacati, cittadini inferociti, e qualche politico con coscienza appena sveglia hanno subito fiutato l’aria fritta di questa mossa. Perché è semplice: affidare strutture sanitarie finanziate con fondi pubblici a gestione privata vuol dire di fatto svuotare di senso il concetto stesso di servizio pubblico, mettendo a rischio qualità e accessibilità. Ma tranquilli, tutto avverrà “per il bene dei pazienti”… o almeno così ci piace raccontarcela.

Mentre questi dibattiti si scaldano, la domanda rimane sul tavolo, sospesa in un limbo burocratico fatto di carte firmate e protocolli: quali saranno le reali conseguenze di questa scelta? Probabilmente nuove polemiche, qualche ricorso e tanto, tantissimo caffè consumato nelle riunioni, dove ovviamente nessuno vuole prendersi la briga di ammettere che forse, dico forse, affidare la sanità pubblica al privato con i soldi dell’Europa potrebbe non essere la migliore idea del millennio.

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