Un laghetto, un parco e sei palazzi con negozi e uffici: la nuova giungla di cemento che Arese chiama sviluppo

Un laghetto, un parco e sei palazzi con negozi e uffici: la nuova giungla di cemento che Arese chiama sviluppo

Non aspettatevi il solito centro commerciale con lo sconticino del weekend o la solita food court gremita di fast food. E, per essere pignoli, non chiamatelo nemmeno mall, che altrimenti qualcuno potrebbe pensare a un posto dove si fanno compere in modo tradizionale. Qui si parla di negozi a tema, tanto per cambiare, sebbene le dimensioni non siano certo da boutique di quartiere.

Questo è esattamente il progetto che stanno mettendo in piedi accanto a Il Centro, il centro commerciale che, per sua sfortuna o fortuna (dipende da chi ci lavora), gode già di una certa fama nella zona. Non un semplice ampliamento, dunque, ma un tentativo di ricreare quell’atmosfera “divertente” e “a tema” che, a quanto pare, spopola nell’era dell’esperienza d’acquisto totalizzante.

Se vi immaginavate un posto dove infilarsi a comprare un paio di scarpe e scappare, avete sbagliato film: qui si punta a un percorso più coinvolgente, quasi una specie di parco a tema per shopping-addicted. Sarà interessante vedere se i visitatori si stancheranno prima di conoscere tutti i negozi o di sopportare la prevedibile agonia delle code alla cassa.

Il miraggio dell’esperienza “a tema”

Le mode impongono che oggi il semplice acquisto non basta più: vuoi un’esperienza, un’emozione, un racconto. E così, quello che semplicemente poteva essere un centro commerciale si trasforma in qualcosa di più ambizioso (e forse delirante). Quale sarà il tema? Mistero. Potrebbe essere un viaggio nell’antico Egitto, oppure una discesa nelle profondità degli abissi marini. Il punto è che, a ogni modo, sarà tutto molto instagrammabile.

Ovviamente, non poteva mancare quel tocco di grandiosità che fa tanto “wooow, guarda qui, qui non si viene solo a comprare”. Perché in fondo, senza un tema, come si fa a far pagare l’affitto a quei negozi stravaganti? Certo, non mancheranno negozi di lusso e catene note, perché si sa che il consumatore medio vuole esperienza, ma con un occhio al portafogli (o almeno, ci prova).

Il paradosso del “non centro commerciale”

La scritta “non un centro commerciale” potrebbe finire per essere il manifesto migliore per questo progetto: un posto che vuole essere al passo coi tempi, ma che in realtà si impantana nella sua stessa ambizione. Se ci pensate bene, è un po’ come dire: “Non ho niente da dire, ma ve lo dico con stile”.

Il nuovo complesso, infatti, è qualcosa di in bilico tra il negozio tematico e l’evento permanente, un po’ pazzia e un po’ investimento. D’altronde, oggi si vende in fretta l’idea di un contesto, più che il prodotto in sé. Dimenticate le vecchie logiche: se ci sono mille negozi, probabilmente non ce ne sarà nessuno davvero memorabile. Ma non importa, perché intanto la gente potrà “vivere un’esperienza”.