Dopo la recente esibizione di forza della Spagna, anche il Portogallo si è ritrovato a dover ingoiare il boccone amaro di una squadra africana che, al debutto o poco più, ha deciso di far parlare di sé in modo roboante in questo Mondiale, che già si presenta più scoppiettante di una telenovela. Accanto all’impresa epocale di Capo Verde, nella prima giornata della fase a gironi spunta la Repubblica Democratica del Congo, che ferma sull’1-1 la nazionale guidata da nientemeno che Cristiano Ronaldo. Sì, proprio lui, il tiratore infallibile, che pare aver dimenticato dove si trovi la porta e, per il momento, anche il proprio ruolo storico di marcatore instancabile in sei edizioni di Mondiali consecutive.
Il pianeta calcio celebra le sue stelle consuete – da Mbappé a Messi, fino al titanico Haaland – tutte apparentemente in grado di onorare la loro fama con gol e prestazioni da fuoriclasse. Ma a questa festa manca clamorosamente Cr7, il centauro portoghese dai numeri leggenda, che vanta la bellezza di 143 gol con la nazionale. Forse oggi gli alieni hanno deciso di risparmiare il loro eroe nazionale, lasciandolo in panchina a meditare sul senso della vita e del pallone.
La Spagna si inchina a Capo Verde: un miracolo africano che lascia tutti basiti
I campioni in carica della Nations League si sono fatti sorprendere in meno di sei minuti da João Neves, che con un colpo di testa chirurgico, su invito del generoso Pedro Neto, ha rotto gli indugi. Un inizio che faceva pensare a una serata tranquilla, dolce come una passeggiata al parco. Ma ecco che i Leopardi, che a 52 anni dalla prima apparizione mondiale si presentavano come gli underdog di sempre (ricordate il Zaire del ’74?), non si sono fatti intimorire. Anzi, hanno tenuto duro, sopportando i colpi iniziali per poi alzare il baricentro e seminare paura tra i lusitani.
Merita menzione speciale Wissa, che ha mancato di poco il gol dopo una progressione degna di un thriller, salvo poi trovare la gloria allo scadere del primo tempo con un colpo di testa da manuale, dimenticato da una difesa portoghese sorprendentemente distratta e da un Diogo Costa colpevole solo di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Portogallo e Congo: un duello di esistenze parallele e illusioni spezzate
Nella ripresa, il Portogallo ha provato a fare quello che dovrebbe fare una squadra di campioni: alzare il ritmo e imporre il proprio gioco. Ma i Leopardi congolesi hanno sfoderato una difesa che sembrava una fortezza impenetrabile, sfiorando addirittura il raddoppio con un Bakambu che ha tremato il palo, anche se l’arbitro aveva fermato tutto per un gentile fallo su Bruno Fernandes. Qualcuno dovrebbe spiegare a Cristiano Ronaldo che un Mondiale non è un pranzo di famiglia, perché la sua presenza in campo è stata tanto evanescente quanto poco produttiva, con occasioni mancate e assist negati.
La giornata nera di CR7 contrasta amaramente con l’inizio di una notte che la Repubblica Democratica del Congo non dimenticherà mai. Dopo l’umiliante debutto del 1974, con tre sconfitte e 14 gol subiti senza mai segnarne uno, ora si può gridare al miracolo: Yoane Wissa, attaccante del Newcastle, è già diventato un eroe nazionale, un nome da incorniciare in un paese dove il calcio era stato sinora solo un sogno amaro.



