Finalmente, possiamo consolarci con la prospettiva che il viaggio in treno tra Milano e Genova potrebbe durare circa un’ora. Eh già, perché siamo giunti quasi alla fine degli scavi della super prestigiosa galleria di ventilazione Polcevera, un modesto tunnel di due chilometri, incastonato nel mastodontico progetto del Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova. Come se non bastasse, questa meraviglia promette di rivoluzionare i nostri spostamenti e, chissà, anche i nostri umori durante i viaggi.
Ovviamente, tutto questo è presentato come un gioiello ingegneristico capace di connettere finalmente il nord industriale con il meraviglioso porto ligure. Dietro le quinte, però, il coro di ritardi e costi schizzati alle stelle suona una sinfonia ben diversa. Il progetto, infatti, non è esattamente l’esempio lampante di efficienza tanto decantata dagli entusiasti fan delle grandi opere.
I più smaliziati potrebbero facilmente innalzare un cocktail di sarcasmo con dosi massicce di ironia, osservando che la “riduzione” dei tempi di percorrenza arriva a valle di anni e anni di cantieri milionari, intoppi burocratici, e rischi da blocchi che sembrano più una tragedia greca contemporanea che un normale lavoro di infrastrutture.
Il mito del Terzo Valico e la realtà dei fatti
Il Terzo Valico dei Giovi, progetto faraonico che dovrebbe collegare il Nord Italia con il porto di Genova, è spesso presentato come la panacea dei nostri mali logistici e una pietra miliare nell’epoca della mobilità sostenibile (termine ormai abusato quanto le promesse non mantenute). Ma proprio questa galleria di ventilazione Polcevera, simbolo di progresso, è la prova vivente di quanta pazienza serva per vedere i frutti di cotanta “eccellenza”.
Interessante notare come, nonostante il tempo speso e il denaro pubblico gettato in questa cavatura, l’opera finisca per essere quasi un lusso inutile nell’epoca del telelavoro e dei meeting Zoom. Che ironia: investiamo miliardi per migliorare i collegamenti ferroviari e intanto il mondo semplicemente smette di muoversi.
Naturalmente, il politicamente corretto – pardon, la propaganda istituzionale – celebra questa galleria come “passo decisivo verso la modernità”, mentre gli utenti, tra un ritardo e l’altro, si domandano se per caso un’ora di viaggio sia davvero così rivoluzionaria. Dopo tutto, siamo parlando dell’Italia, dove il tempo è un concetto elastico, soprattutto quando si tratta di infrastrutture.
Ventilazione: perché senza tunnel non si respira
Un passaggio fondamentale della narrazione ufficiale è l’importanza della galleria di ventilazione Polcevera. Un concetto semplice: senza aria, nessun treno, nessuna corsa accelerata, nessuna promessa mantenuta. Ma molta aria significa anche più costi, più manutenzione e, ovviamente, più lunga attesa per il cittadino che si aspetta di arrivare in orario.
Per non parlare del fatto che la ventilazione, in un percorso di ben due chilometri, è la metafora perfetta di questo progetto: un enorme sforzo per far “respirare” qualcosa che, alla fine, potrebbe sembrare solo una grande bolla d’aria calda, come tanti altri annunci propagandistici del nostro paese.

