Oh, che sorpresa epocale: Stellantis ha deciso di buttare sul tavolo oltre un miliardo di euro per il suo stabilimento di Mulhouse, proprio lì in Alsazia orientale, per lanciare entro il 2029 una nuova generazione di veicoli elettrici. Una mossa così rivoluzionaria che addirittura l’ha annunciata in pompa magna il presidente francese Emmanuel Macron durante un incontro all’Eliseo con i massimi rappresentanti del settore privato. Eh sì, perché trasformare la mobilità con l’elettrificazione è diventata la nuova ossessione nobile della patria. Che slancio patriottico!
Macron ha osato pronunciare parole come queste:
“Offriamo un vero futuro industriale a questo sito di Mulhouse. L’impegno del gruppo permette di affrontare con fiducia l’aumento della produzione di veicoli elettrici in Francia.”
Oh beh, non poteva mancare la garanzia di un “futuro industriale” che, per come vanno le cose ultimamente, sembra più una promessa da campagna elettorale che una certezza. Questo mega investimento si cala perfettamente nel contesto del piano stellare da 60 miliardi di euro presentato la settimana scorsa a Detroit, l’epicentro americano del magico mondo automobilistico. Un piano che prevede 60 modelli nuovi di zecca e una “semplicità” produttiva che, a detta loro, servirà a reggere la gara globale contro l’elettrificazione dell’intero pianeta. Interessante notare che la “semplicità produttiva” suona tanto come il nuovo codice segreto per il taglio dei costi e, perché no, di qualche posto di lavoro.
Il glorioso stabilimento di Mulhouse, dopo anni di tragedie occupazionali da palcoscenico, ora pare il simbolo indiscusso della reindustrializzazione voluta a gran voce da Parigi. Chissà se quelle voci sono solo un eco delle promesse o qualcosa di più solido. Nel frattempo, Macron ha incensato la transizione all’elettrico definendola una “priorità di sistema” e ha osato collegarla addirittura a benefici come “potere d’acquisto”, “competitività” e “indipendenza nazionale”. Davvero simpatico pensare che un’industria che taglia posti di lavoro e macina miliardi di dollari di investimenti possa magicamente risollevare tutte queste sorti.
Il futuro elettrico secondo Stellantis: sogni e realtà
Non c’è niente di più rassicurante che sentire il gigante automobilistico annunciare una pioggia di novità, 60 nuovi modelli elettrici, come se fosse un esercito in marcia verso il progresso. Peccato che questa marcia sembri spesso un lento incedere tra ristrutturazioni, riduzioni di personale e un costante, stratificato gioco di strategia che inciampa sulle esigenze reali di chi lavora, di chi compra, di chi vive dentro queste città industriali.
Il piano milionari di Stellantis vuole infatti semplificare le piattaforme produttive, ovvero ridurre la complessità del prodotto per risparmiare. In termine meno elegante? Semplificare è spesso un eufemismo per dire fare di meno, spingendo verso produzioni più snelle ma pur sempre attente a far quadrare i conti a fine trimestre. Come spesso accade, si promette ai lavoratori e ai mercati un leggendario ‘futuro’ mentre il presente continua a dipanarsi tra incertezze e accesi dibattiti sindacali.
Mulhouse, ovvero la favola della reindustrializzazione francese
Mulhouse, storica città industriale, è quindi il palcoscenico ideale per questo esperimento di miracolo economico chiamato “reindustrializzazione.” Da anni si alternano speranze, declini e rilanci, con regioni e stati che si battono il petto per non perdere posti di lavoro, tutto mentre arrivano miliardi su miliardi per “rivoluzionare” il settore. Ma, signori, come sempre, la grande sfida è se di questa rivoluzione elettrica potranno godere davvero le masse o se resterà una vetrina scintillante per qualche lobby.
Naturalmente, il progetto di multholuse viene sventolato come un toccasana per la competitività della Francia, per il potere d’acquisto dei cittadini e per la “indipendenza” del paese. Una parola grossa questa indipendenza, in un mondo in cui i mercati sono così intrecciati che solo chi vive in una bolla ideologica può crederci davvero. Nel frattempo, l’elefante Stellantis, con la sua titanica spesa, avanza come se stesse salvando il pianeta, mentre i francesi si domandano se nel 2029 potranno ancora salire su uno di quei nuovi modelli elettrici o se saranno semplicemente spettatori paganti di questo grande spettacolo industriale.



