Starmer al governo britannico: sconfitta alle elezioni locali? Nessuna intenzione di mollare il colpo

Starmer al governo britannico: sconfitta alle elezioni locali? Nessuna intenzione di mollare il colpo

Keir Starmer, il nostro eroico Primo Ministro del Regno Unito, ha ribadito con orgoglio sabato scorso che intende resistere al timone nonostante il suo partito laburista abbia subito tra le peggiori sconfitte alle elezioni locali degli ultimi decenni. Perché abbandonare la nave proprio ora che sta affondando? “Non ho intenzione di andarmene e gettare il paese nel caos”, ha sentenziato a BBC. “Penso che la cosa giusta da fare sia ricostruire e mostrare la strada da percorrere”. In che modo? Mistero.

Nel frattempo, il partito anti-immigrazione Reform U.K. ha fatto incetta di seggi nei consigli locali in Inghilterra, ovviamente a danno dei laburisti, mentre il partito indipendentista Plaid Cymru ha conquistato il maggior numero di seggi nel parlamento gallese, ribaltando decenni di dominio del Labour. Anche il nazionalista Scottish National Party ha conquistato il primo posto in Scozia.

Nel frattempo, crescita e standard di vita ristagnano da anni e il pubblico si sta stancando del lento letargo delle riforme economiche sotto laburisti. E indovinate un po’? I mormorii tra i laburisti diventano sempre più inquietanti: suona come un coro di “Starmer, lascia stare”.

L’ex ministra Catherine West ha dichiarato esplicitamente su X (ex Twitter):

“So di parlare a nome di molti esponenti laburisti nel dire che vorremmo che abbandonasse la guida del partito.”

Non basta che la sua leadership sia sotto la lente di ingrandimento; persino i mercati stanno cercando di decifrare il destino del nostro illustre capo. Venerdì, per esempio, i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni del Regno Unito—quei famosi gilts—sono scesi di 4 punti base a un eloquente 4,904%, quasi come se il mercato dicesse “Starmer, sii serio, fatti da parte”.

Va da sé che i risultati delle elezioni locali non modificheranno la composizione del Parlamento di Westminster né il governo attuale, ma rappresentano invece la voce scontenta dell’elettorato verso la guida del Leader laburista. Insomma, un semplice antipasto prima del grande banchetto delle prossime sfide.

In un’illuminante mossa di strategia, Starmer ha nominato sabato il suo nuovo Inviato Speciale per la Finanza Globale e la Cooperazione, nientemeno che Gordon Brown. Sì, proprio lui: l’ex Premier dal 2007 al 2010 e Ministro delle Finanze dal 1997 al 2007, l’uomo famoso per aver tenuto a galla il sistema bancario internazionale durante la crisi finanziaria globale.

L’onorevole incarico di Brown sarà quello di tessere nuove partnership finanziarie internazionali per sostenere investimenti legati alla difesa e alla sicurezza. Dove, naturalmente, la cooperazione con l’Europa giocherà un ruolo da protagonista, come ha rivelato l’Ufficio di Gabinetto del Regno Unito.

Ah, la dolce ironia di nominare un veterano del passato per risolvere i problemi del futuro, proprio ora che il presente traballa sotto i colpi delle urne e delle critiche feroci. Starmer, da qualche parte, deve pur ricostruire: speriamo solo che il suo piano non assomigli troppo a una vecchia canzone stonata.

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