Curling italiano, Constantini e Mosaner si rinnovano per quattro anni perché giocare con Amos è un’esperienza spirituale

Curling italiano, Constantini e Mosaner si rinnovano per quattro anni perché giocare con Amos è un’esperienza spirituale

Che coppia da sogno, eh? Stefania Constantini e Amos Mosaner si rimettono in pista per altri quattro anni, sfidando il destino delle relazioni sportive che sembrerebbero più fragili di un castello di carte al vento. Dalle piste di Milano-Cortina alle Alpi francesi, prosegue il loro interminabile feuilleton olimpico che, per puro caso, ha fatto innamorare persino il pubblico più scettico. Come ciliegina sulla torta, proprio nei giorni in cui lei si destreggiava tra scatoloni e traslochi da Cortina a Pinerolo, si vociferava di una possibile crisi tra i due. Ma niente paura, è solo un “arrivederci” elegante al Mondiale.

Constantini ci confessa candidamente che:

«Ci siamo messi a fare i conti di casa, valutando pregi e difetti del nostro percorso finora, ma sempre con la lampadina accesa sull’obiettivo: restare uniti. Giocare con Amos è un corso avanzato di arricchimento sportivo, ed è sembrata la mossa più ovvia – se non addirittura la naturale – continuare insieme, soprattutto visto il palmares: due medaglie olimpiche e un oro mondiale. Nulla di male, no?»

Sì, una specie di album di figurine perfetto per continuare a giocare fianco a fianco e, perché no, vendicarsi con quel Mondiale di Ginevra da cui sono tornati senza nemmeno un souvenir medagliato. Lei, con quella consapevolezza cristallina di funzionare come team, ammette pure di poter ancora progredire. Insomma, la nuova meta sono i prossimi Giochi, dove magari porteranno a casa qualcosa di più scintillante che una semplice medaglia virtuale da rimpiangere.

Nel frattempo, in un periodo dal sapore vagamente apocalittico per la squadra femminile, Constantini ha deciso di iniziare un nuovo capitolo a Pinerolo. Un cambio di aria, una rivoluzione è quello che ci voleva.

Una nuova avventura e una scelta di vita… sportiva (forse)

Questa decisione non è solo tattica ma anche esistenziale. La stagione 2022-23 l’ha vista allenarsi proprio a Pinerolo, e ora il progetto è di partire da lì con una novità che la vedrà impegnata non solo come atleta, ma anche nel tentativo – decisamente ambizioso – di far crescere il movimento del curling, uno sport che condivide il palcoscenico con discipline più mainstream, tipo… boh, il lancio della moneta.

Constantini chiarisce meglio:

«Da quando sono entrata nel gruppo delle Fiamme Oro, il curling è diventato qualcosa di più di una passione estemporanea. È praticamente un lavoro. E mi piace pensare che raccontare le meraviglie e i valori di questo sport possa fare la differenza, perché sì, siamo unici nel nostro genere».

Peccato però che il curling, con tutto questo “essere unici”, resti confinato a una nicchia ridicola: circa 200 tesserati in tutta Italia. Un’élite davvero esclusiva. E poi, in che modo è così speciale? Be’, a quanto pare è uno sport inclusivo che azzera differenze e distanze. Il che suona tanto bene, soprattutto nel doppio misto dove uomini e donne giocano gomito a gomito come se fosse la cosa più normale del mondo – forse perché lo è, almeno sulla carta.

Il curling? Un movimento che cerca disperatamente un posto al sole

E come pensate che intendano “raccontare tutto”? Ovviamente con stile, grazie alla neonata associazione Dare Plus, nata da appena un anno con un nome così originalissimo da fare venire i brividi: “Dare di più, sempre di più”. Un motto che sprizza modestia da tutti i pori e che vuole coinvolgere tutti, dal campo alla crescita del movimento sociale del curling nel paese. Da questo spot all’azione pratica il passo è lungo, ma almeno l’entusiasmo non manca.

Non manca poi il potere magico dei social network, dove Constantini è ampiamente riconosciuta – per non dire osannata – con centinaia di migliaia di follower pronti a spalancare l’attenzione su questo sport ice-cool. Passeggiando tra aeroporto e città si sente ringraziare a destra e a manca, non solo per i risultati sportivi ma per aver messo il curling sulla mappa, quel tanto che basta per non farlo sembrare più solo un passatempo da hipster ghiacciato.

Lei sorride:

«Essere riconosciuta per strada fa il suo effetto. Le persone mi dicono “grazie per averci fatto scoprire questo sport”. E, credetemi, questa notorietà è perfettamente in linea con il mio obiettivo di promuovere il curling come merita».

Insomma, tra scivolate gloriose e piani di espansione, Constantini e il suo circo sportivo tentano di trasformare un fenomeno borderline in un fenomeno nazionale degno di nota. Sogni di gloria, storie di sport e un po’ di sano pragmatismo per un futuro che sa ancora di glaciale incognita, ma con la speranza che il curling, finalmente, possa uscire dall’ombra.

Chi avrebbe mai detto che il curling, quel gioco apparentemente noioso con scope e pietre nel ghiaccio, potesse finalmente conquistare il grande pubblico italiano? Merito, ovviamente, dei microfoni che gli atleti indossano durante le partite, così il popolo affamato di emozioni in diretta può godersi ogni bisbiglio, ogni sospiro, ogni grido di incredulità proveniente dal ghiaccio. “Grazie a queste riprese,” si giustifica la protagonista, “molti spettatori hanno potuto vivere le partite come se fossero con noi.” Che sorpresa, finora pensavamo che lo spettacolo fosse offerto dalle azioni sportive, non dai sussurri degli atleti.

Ora la nostra eroina del curling viene spesso riconosciuta per strada, tra un caffè e un salto al mercato: la gente le è grata perché, grazie a lei, hanno scoperto questo affascinante sport dove si lanciano pietre sul ghiaccio. Sì, chi l’avrebbe mai detto? Il curling – finalmente – conquista il cuore degli italiani.

Ma, come in ogni favola epica, non si può partire da soli: chi le farà compagnia nella sua impresa a Pinerolo? “Prima di tutto Angela Romei,” risponde gelosamente, quella stessa Angela a cui ha dedicato la medaglia di bronzo a Milano-Cortina, dopo che la Nazionale ha deciso di escluderla – senza troppi drammi – preferendo sua figlia Rebecca. Un bel colpo di scena familiare, condito da polemiche che hanno fatto impallidire qualunque telenovela. “Ci siamo conosciute nel 2017,” racconta, “e fin da subito è scattata la scintilla. Condividiamo valori sublimi come il fair play, dentro e fuori dal ghiaccio.” Non sembrano soffrire di ipocrisia, vero?

E ovviamente Angela non è l’unica recluta del leggendario team “Dare Plus”.

Chi sono gli irriducibili del curling secondo le loro parole?

Oltre alla citata Romei, c’è la misteriosa Rosanna Ventrella, imprenditrice e preside di questa allegra combriccola, accompagnata dalla brillante Veronica Zappone e dall’innamorato di turno, Domenico Della Santa, che – attenzione – non è solo fidanzato, ma anche giocatore di hockey. Così, tra un lancio di pietre e un colpo di bastone, la coppia vive il sogno sportivo condiviso.

Certo, la scelta di trasferirsi a Pinerolo non è certo un dettaglio da poco: “È stata una decisione di vita,” dice con tono enfatico, “una scelta condivisa con lui per poter continuare a praticare gli sport che amiamo e raccontare al mondo perché li adoriamo.”

In altre parole, la vita di due giovani che, tra spazzolate, pietre e guanti, si considerano ormai ambasciatori di un universo sportivo che solo ora, per pura magia di microfoni, sta finalmente uscendo dall’anonimato. Potevano farsi notare per qualche trofeo, per la precisione nel gioco, ma no, niente di tutto questo: sono le loro emozioni sussurrate a fare il miracolo.

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