Sirene, drone e un boato che fa il giro del Cremlino: Kiev si diverte a pochi chilometri da casa di Putin

Sirene, drone e un boato che fa il giro del Cremlino: Kiev si diverte a pochi chilometri da casa di Putin

Che meraviglia l’era della tecnologia militare, dove un innocuo drone può trasformarsi da gadget costoso in arma micidiale di precisione. Un simpatico testimone, armato del suo fido smartphone, ha avuto la fortuna — o la sfortuna, a seconda dei punti di vista — di immortalare l’istante esatto in cui un drone ucraino decide di prendersela con un edificio ancora in costruzione nella scintillante città di Kotelniki, a due passi dalla capitale russa Mosca. Evidentemente, chi controlla i cieli ora preferisce i cantieri alle piazze.

Ma perché fermarsi a un modesto edificio in costruzione? Sembra che Kiev si sia data parecchio da fare, lanciando addirittura sessanta di questi regalini volanti verso la veneranda Mosca. E per dimostrare che non scherzano, in una delle “missioni”, la raffinata finezza si è portata a casa anche un danno niente popo’ di meno che alla raffineria di petrolio mosca, proprietà del sempre presente colosso energetico russo Gazpromneft. Dov’è l’arte del buon vecchio sabotaggio quando serve?

Un attacco simile non è solo un “colpo alla produzione”. È uno spettacolo per chi ama la strategia militare condita da un tocco di guerra asimmetrica. Non mancano le domande: quanto costa tutto questo? E come reagirà la tanto chiacchierata “grande Russia”, alle prese con i suoi splendidi problemi interni?

Tra droni, cantieri e raffinazioni

Il mondo sembra essersi svegliato in una nuova era in cui i cortili delle città più celebrate sono obiettivi raffinati, pronti a subire la danza funesta di droni a cui manca solo un cocktail di musica di sottofondo per appassionare tifosi e critici di guerra digitale. Se Kotelniki — località che fino a ieri aveva come problema principale il traffico — ora viene messa sotto accusa per il suo futuro urbano interrotto, significa che la posta in gioco è alta e, soprattutto, paradossalmente vicina a casa.

Dal canto loro, i russi si barcamenano tra grandi proclami di forza e la necessità pratica di proteggere infrastrutture energetiche vitali, come quella di Mosca, vero gioiellino per l’economia nazionale. Peccato che in questa guerra moderna, i guerriglieri digitali e i contadini del cielo armati di droni abbiano elevato il concetto di quotidianità a scena di battaglia.

Il futuro della guerra? Tra ironia e strategia

Certo, c’è chi potrebbe obiettare che tutto questo non è altro che un triste episodio di un conflitto senza fine dove civili, infrastrutture e tanti altri oggetti innocenti finiscono nel mirino. Ma guardiamo le cose con occhio disincantato: il vero spettacolo, a quanto pare, è dare una marcia in più al conflitto con tecnologia che fino a pochi anni fa sembrava roba da film di fantascienza o dal catalogo “giocattoli militari 3000”.

Nel frattempo, la farcitura della cronaca quotidiana si arricchisce di video amatoriali, foto virali e tweet a ripetizione, che rendono l’idea di una guerra senza confini visivi, dove l’azione si consuma non solo nelle capitali o nei campi di battaglia, ma anche sugli schermi dei nostri cellulari, con la stessa facilità con cui si condivide un meme.