Sinner a Roma: festeggiato come un sovrano e subito in campo al Foro Italico, perché essere modesti è troppo mainstream

Sinner a Roma: festeggiato come un sovrano e subito in campo al Foro Italico, perché essere modesti è troppo mainstream

Un’assolata giornata romana si trasforma in un vero e proprio raduno di fedeli al tempio del tennis, il Foro Italico, per accogliere il numero uno del mondo che, finalmente, si mostra al pubblico nel suo primo allenamento pre-Internazionali d’Italia. Un appuntamento che scintilla di attese, colorato da stravaganti parrucche arancioni, magliette da tifosi (perché non c’è niente di più originale) e immancabili ‘santini’ con il volto del campione, pronti a testimoniare una devozione quasi religiosa.

Nonostante il caldo da coprifuoco africano, famiglie con bambini al seguito sfidano le temperature, congelando ogni sano senso del buon gusto per dedicarsi al rito collettivo di adorazione sportiva. Il primo boato scatta appena Jannik Sinner si concede alla passerella d’ordinanza sul ponte che collega la players lounge alla sala stampa del Centrale, come una popstar da salotto televisivo. Ma è alle 17 che lo spettacolo diventa reale: l’ingresso in campo per l’allenamento sotto lo sguardo apprensivo e paternalista di mamma Siglinde e papà Hanspeter.

Il tennista che si improvvisa sindacalista

Non basta fare aces e smash da numero uno al mondo per Jannik Sinner: a quanto pare, il nostro protagonista ha anche una vena polemica da sindacalista in erba. In un raro momento di lucidità e coraggio, non si limita a distribuire sorrisi e servizi vincenti, ma si lancia in un attacco ai montepremi dei tornei dello Slam, che definisce – con realismo da dirigente aziendale – “deludenti”.

Jannik Sinner ha espresso, con incredibile trasparenza, un malessere che tanti tifosi faticano a immaginare: i premi in denaro. Un’idea rivoluzionaria e coraggiosa in un mondo dove l’importante è solo vincere e non mettere in discussione l’ordine costituito dei compensi. Ecco a voi, in tutto il suo spiazzante splendore, il campione che si indigna per i soldi – cosa sorprendente per uno sport che muove miliardi.

Jannik Sinner said:

“Siamo davvero delusi dai montepremi che ormai non rispecchiano né la popolarità né le entrate che generano questi tornei. È ora di rivedere seriamente le cifre.”

Un grido di protesta che si infrange contro le mura di un sistema ben oliato, dove coordinatori, sponsor e investitori giocano a chi fa finta di contrarre il portafoglio senza rinunciare mai al proprio favoloso introito. Insomma, una situazione che ricorda molto quei film dove i protagonisti lottano per spartirsi un tesoro inesistente.

Folla, applausi e tanto calore… metereologico

Alla fine, poco importa se Sinner si lamenta dei premi: sotto il sole cocente di Roma, il popolo del tennis è lì per dimostrargli la solita adorazione, in una scena che sembra uscita da un romanzo d’appendice. I genitori, paladini custodi della futura stella, assistono seri come giudici di un talent show, mentre la folla esclama decibel da stadio ad ogni scambio, come se non ci fossero problemi più gravi al mondo.

No, non c’è nulla di più importante degli Internazionali d’Italia, dove il tifo si mescola a gare di moda estiva “forzata” e riti collettivi di venerazione che sfidano qualsiasi logica climatica.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!