Il protagonista di questa tragicommedia armata è un agente in servizio nel Comune di Saluzzo, ma residente nella vicina Savigliano. Il tutto è scaturito da qualche contrasto di vicinato—eh già, niente di meglio di una spada per risolvere i problemi di buone maniere—ed alcune presunte minacce che hanno alimentato un clima di tensione degno di una serie tv di bassa qualità.
Ovviamente non poteva mancare la ciliegina sulla torta: il vicino di casa, probabilmente preoccupato più per la collezione di armi che per una normale partita a tennis, ha pensato bene di chiamare i carabinieri. E così, in perfetto stile “intervento anti-samurai”, i militari hanno fatto visita, raccolto prove e sequestrato non solo la katana incriminata, ma anche tutte le altre affilate “armi da ricordo”. Ah, e vogliamo parlare della pistola d’ordinanza? Anch’essa posta sotto sequestro, perché mica si può affidare una pistola a uno che si allena con spade giapponesi in giardino, no?
Nonostante tutto questo armamentario da film d’azione, l’agente non è stato sospeso (il che fa pensare a quali altre follie si possano permettere con la divisa addosso). Tuttavia, la direzione della Polizia locale di Saluzzo ha pensato di limitare il suo raggio d’azione: niente più pattugliamenti per ora, solo lavoro d’ufficio, perché nessuno vuole trovarsi a rincorrere samurai moderni per le vie del borgo.
L’arte del giardinaggio armato: interpretazioni e conseguenze
Che esercitarsi con una katana sia il sogno di molti appassionati di cultura orientale nessuno lo mette in dubbio. Ciò che però fa discutere è l’opportuna definizione di “luogo e modo”. Giardino di casa, in un centro urbano italiano, pare non sia proprio il palcoscenico ideale per sfoderare lame affilate, soprattutto se si presta il fianco a contese da condominio. Ficcare i vicini nei guai, involontariamente o meno, sembra la nuova disciplina emergente tra le forze dell’ordine.
In più, il fatto che l’agente in questione conservasse non una, ma più spade, ci fa chiedere una cosa: non sarà mica un collezionista incallito? O forse sta preparando qualche coreografia da film d’azione amatoriale? Il mix arma tradizionale giapponese e pistola d’ordinanza rischia di trasformare una tranquilla giornata di primavera in un set cinematografico fuori controllo.
Quando gli eroi del quartiere si mettono a giocare con le spade
È curioso osservare come il potere decisionale sia imploso tra sospensioni nulle e limitazioni di ruolo temporanee, quasi a lasciar intendere che, sì, le spade posso pure starci ma non troppo. Una via di mezzo tra la tolleranza e la prudenza, come a dire: “Puoi tenere le tue katane, purché non usi più la pistola o non esca di casa con in mano una lama lucente.”
E intanto, nel frattempo, il vicino che ha dato il via a questa saga con un pronto intervento ha vinto probabilmente una piccola battaglia, ma ha acceso i riflettori su un tema che, se preso con la stessa leggerezza, potrebbe aprire nuovi interessanti scenari di convivenza pacifica…a colpi di spade.



