Roma spezza le gambe al Parma al novantunesimo più recupero mentre Malen si ostina a farci sognare la Champions

Roma spezza le gambe al Parma al novantunesimo più recupero mentre Malen si ostina a farci sognare la Champions

La corsa al sogno Champions League per Roma continua senza sosta, perché chi si accontenta gode poco, soprattutto se si cercano gol all’ultimo respiro. E così, i giallorossi espugnano Parma grazie a un rigore di Malen al minuto 101, dopo una partita da cardiopalma degna di un film d’azione. Prima in vantaggio, poi ribaltati, i ragazzi di Gasperini trovano la forza (e un pizzico di miracolo) per strappare una vittoria che sembrava persa: roba da standing ovation per chi ama le montagne russe emozionali.

Il tecnico giallorosso decide di piazzare il centravanti olandese davanti alla coppia di argentini SoulèDybala, un tandem che non calcare insieme il campo dalla bellezza di quasi cinque mesi (l’ultima volta nel mitico Milan-Roma del 25 gennaio). E cosa succede? Un primo tempo che è un vero e proprio tributo alla Joya: assist al 21’, palo di Soulè al 30’, e un dominio di squadra che con il 67% di possesso palla è quasi un’umiliazione per i padroni di casa. Ah, ma il Parma prova a metterci del suo, schierando Elphege al posto di Pellegrino e giocando qualche contropiede con le accelerazioni di Valeri. Intanto Malen tiene inchiodati i ducali, segnando al 9′ ma uscendo dal gioco per un fuorigioco che fa sbuffare i tifosi.

Dieci minuti più tardi, la perla di Dybala: una palombella che fa venire il mal di testa a Valenti e Mancini, tanto che l’arbitro Chiffi lascia correre tra gli interrogativi della tribuna. La Roma passa subito dopo, perché il muro composto da Cristante e Konè ruba palla a Troilo, lasciando scoperta la difesa emiliana. La Joya serve al volo Malen, che fa una magia con l’esterno e batte il portiere Suzuki. Ah, la Roma è l’unica squadra di Serie A a segnare da ben 13 giornate di fila, un record che in campionato fa sempre scena.

Al 29′ arriva un colpo di testa di Soulè che avrebbe meritato la gloria, peccato finisca sul palo. La prima vera chance del Parma? Una disattenzione difensiva di Ndicka che quasi regala il gol a Strefezza, ma il portiere Svilar si supera con una scivolata degna di un film d’azione.

La ripresa si apre con la doccia gelata per la Roma: al 2′ Nicolussi Caviglia si fa un mazzo enorme a metà campo, anticipa Koné e parte in contropiede come se non ci fosse un domani. Passa palla a Strefezza che, senza troppi complimenti, fa partire un tiro rasoterra nell’angolino. Gol e partita che inizia a sembrare davvero imprevedibile come una serie tv italiana.

Emozioni a raffica: Koné si riscatta subito rubando palla e poi serve Malen, che però trova un Suzuki in giornata di grazia. Cuesta prova a dare una mano mettendo dentro Pellegrino, che appena entrato segna di testa su angolo, ma il gol viene ingiustamente annullato perché Troilo fa lo scudo a Svilar. L’allenatore Gasperini non ci sta, e butta nella mischia El Aynaoui e Pisilli per alzare il baricentro.

Nel momento di maggior spinta del Parma, un disastroso errore della coppia Circati-Valenti spalanca improvvisamente il campo alla Roma: Dybala lancia un contropiede inarrestabile per Malen, che però si fa ipnotizzare ancora una volta da Suzuki. Nel finale, tra un fragile assedio giallorosso e una parata dell’ultimo secondo, al 42′ spunta il colpo di genio di Keita, abile a sfruttare un assist di Estevez per segnare il vantaggio del Parma, la prima gioia in Serie A per il belga.

Difesa della Roma immobile e sconcertata davanti all’ingresso del belga. Ma come il miglior thriller, arriva un colpo di scena: al quarto minuto di recupero, Rensch salva il salvabile con un preciso rasoterra dal limite. E quando ormai si pensa che la partita sia scritta, sul più bello, il laterale finisce a terra in area dopo un contatto con Britschgi. Dopo la comoda revisione del VAR, arbitro Chiffi assegna il calcio di rigore. Malen, con la freddezza di un assassino professionista, trasforma il penalty, regalando la terza doppietta stagionale – la più pesante, ovviamente.

Da quando esiste il mercato di gennaio, nessun neo-acquisto in Serie A ha segnato più di Malen, ben 13 reti, conquistando persino il primato rubato al mitico Balotelli con la maglia rossonera nel 2013. Nel frattempo, Cuesta e i suoi si prendono la seconda sconfitta di fila dopo aver messo la salvezza in tasca: una specie di limbo calcistico senza punti né gloria. Per la Roma, l’ultima fatica prima di uno scontro gladiatorio che promette scintille: il derby contro la Lazio. Missione quasi impossibile, ma chi si ferma è perduto.

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