Rogoredo sotto assedio: treni bloccati e pendolari pronti a perdere la pazienza

Rogoredo sotto assedio: treni bloccati e pendolari pronti a perdere la pazienza

Giovedì 14 maggio, i pendolari diretti a Pavia e Lodi si sono regalati un pomeriggio di pura emozione degno di un thriller ferroviario. Le forze dell’ordine hanno orchestrato un sontuoso blitz con maxi controlli tra le stazioni di Rogoredo e San Donato Milanese, con l’obiettivo di estirpare il sempre rigoglioso spaccio di droga. Un’operazione certamente magnifica, peccato che il trasporto pubblico ne abbia fatto le spese in modo davvero delizioso.

I treni, innocentemente coinvolti in questa danza di legalità, si sono visti costretti a fermare la loro gloriosa corsa proprio a Rogoredo. Basta guardare i poveri numeri delle vittime: il 24153 Saronno-Lodi e il 24353 Garbagnate Milanese-Pavia, entrambi lasciati a meditare sulla piattaforma. Ah, ma non finisce qui! Anche i treni “di ritorno”, quelli che dovrebbero riportare a casa i pendolari da Lodi e Pavia, hanno scelto di tornare indietro partendo proprio da Rogoredo, regalando un comodo giro panoramico agli sfortunati viaggiatori del Sud Milano, ormai abbandonati a se stessi.

Ovviamente, sui social non sono mancate le ovvie e stereotipate lamentele degli utenti, quelle che ormai conosciamo bene. Questo genere di situazione si ripete con la frequenza di un orologio svizzero difettoso. Una vera sfida senza fine: da una parte c’è la sacrosanta esigenza dei pendolari di arrivare a casa o agli appuntamenti contando su un servizio che dovrebbe funzionare, dall’altra il doveroso impegno delle forze dell’ordine a mantenere la “sicurezza” con controlli infiniti sullo spaccio di sostanze. Un equilibrio delicatissimo, come camminare su un filo teso sopra un burrone senza rete di sicurezza.

Qualcuno, evidentemente con un’arguzia degna del miglior filosofo, sostiene che l’incredibile frequenza di questi blitz lascia intuire quanto poco, alla fine, incidano davvero sul problema dello spaccio. Intanto, però, i disagi per i viaggiatori rimangono un appuntamento fisso, come fosse un carosello tragicomico su rotaie.

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