E mentre la faccenda si trascina tra lettere e contratti mai rispettati, i cittadini, giustamente, si chiedono: “Ma chi ci difende da tutta questa negligenza?”. La risposta sembra essere un eterno gioco delle tre carte tra Comune, gestori e regionali enti di controllo. Colpi di scena assicurati, ma solo per chi ama il teatro della manutenzione urbana più che il decoro cittadino.
Ah, Riccione, la perla dell’Adriatico trasformata in discarica a cielo aperto. La sindaca Daniela Angelini e l’assessore all’Ambiente Christian Andruccioli finalmente hanno deciso di smettere di giocare a nascondino con i problemi della raccolta rifiuti e hanno piazzato una bella lettera di protesta a Hera. Parole da brividi: “Siamo di fronte a una situazione intollerabile”. Ma dite pure, che ci avete messo tanto a svegliarvi!
I famigerati cumuli di cartoni e rifiuti di ogni tipo che ormai tappezzano il lungomare non si sono certo materializzati per magia, eh no. Sono stati la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, o meglio, la pattumiera. E così, ieri il municipio ha mandato all’agenzia regionale Atersir (che poverina, ha già tanta roba da gestire) una richiesta per attivare le “procedure di controllo”, roba da manuale burocratico degno delle commedie italiche. Le motivazioni? Le “innumerevoli e costanti segnalazioni” di cittadini infuriati e operatori esasperati per un servizio che, udite udite, è “ampiamente al di sotto degli standard contrattuali”. Complimenti per l’originalità!
Rifiuti a Riccione: ovvero come non sapere dove buttare la spazzatura (letteralmente)
È quasi uno sport nazionale: accumulare cartoni, fogliame, sacchetti puzzolenti e qualche sorpresa nel mezzo, come se Riccione si stesse candidando alle Olimpiadi della spazzatura. Ma non è solo questione di estetica da Instagram, no no: il vero dramma è il disastro gestionale che spinge la cittadinanza a scrivere lettere, fare telefonate e lanciare segnali SOS che cadono nel vuoto. Nel frattempo, i sacchetti si moltiplicano come buchi nelle promesse elettorali.
Alla faccia del “servizio efficiente” che si suppone garantisca un colosso come Hera. Il problema? Pare che secondo il contratto gli standard siano ben precisi, ma nella pratica si vedono soltanto montagne di spazzatura ben visibili da chilometri di distanza. E sì, anche qualche ninnolo dimenticato tra le cassette della frutta ormai decomposta. Ma niente panico, ci pensano le istituzioni a smentire coi fatti quello che promettono a parole.
E mentre la faccenda si trascina tra lettere e contratti mai rispettati, i cittadini, giustamente, si chiedono: “Ma chi ci difende da tutta questa negligenza?”. La risposta sembra essere un eterno gioco delle tre carte tra Comune, gestori e regionali enti di controllo. Colpi di scena assicurati, ma solo per chi ama il teatro della manutenzione urbana più che il decoro cittadino.
Ma non è tutto. Nel bel mezzo di questa emergenza ecologica, il gasolio dei pescherecci ha quasi raddoppiato di prezzo, bloccando anche i pescatori. Riccione, località turistica per eccellenza, rischia quindi non solo di puzzare di plastica ma anche di rimanere senza il prezioso pesce fresco da offrire agli avventori. Un mix perfetto tra degrado e carestia gourmet degno di una commedia tragicomica dalla quale vorremmo tutti uscire.
Ecco allora che, tra cumuli di rifiuti e mare senza pescato, la politica locale sfodera il meglio del repertorio: offese a Hera, richieste formali e il solito anello di congiunzione con le autorità regionali, come se la fama del “servizio impeccabile” fosse ancora possibile da difendere.
Di sicuro, in questa telenovela degli sprechi, degli appalti, delle promesse mai mantenute, la vera vittima è solo il buon senso. Che, a quanto pare, anche a Riccione si è preso una vacanza eterna. Chissà se prima o poi tornerà da queste parti o se rimarrà solo un’utopia da libri di politica comunale.
Ah, ecco arrivare la splendida versione di Hera, il deus ex machina della raccolta rifiuti locale, pronta a smentire ogni malalingua. Pare che i disservizi del freddo inverno siano stati magicamente “risolti con interventi strutturali”. Non chiedeteci quali, perché evidentemente sono invisibili agli occhi comuni.
Per quanto riguarda il panorama di immondizia che fa da scenografia al lungomare negli ultimi giorni, niente paura: non è colpa di passaggi mancati degli operatori. No, no, la colpa è di un “flusso eccezionale di presenze turistiche” generato dal weekend pasquale e chissà quali mirabolanti iniziative locali che hanno ingolfato il servizio. Insomma, è colpa dei poveri visitatori, non certo di chi dovrebbe mantenere pulita la città.
Come se non bastasse, Hera ci tiene a precisare che “molti disagi riguardano attività economiche che hanno anticipato l’apertura senza darne comunicazione”. Sarà mica colpa loro se la città si ritrova sommersa dai rifiuti? Secondo Hera, se questi temerari commercianti avessero avuto la cortesia di informare prima sia l’amministrazione che il gestore, il servizio sarebbe stato prontamente adeguato. Che gentilezza, quasi si può credere di trovarsi in un mondo dove l’organizzazione fila liscia e le responsabilità sono ben distribuite.
Alcuni cittadini, evidentemente non informati di questo efficiente meccanismo di coordinamento tra esercenti e amministrazione, hanno pensato bene di protestare a Riccione per la gestione dei rifiuti. Ma forse, a sentire Hera, dovrebbero solo ringraziare per lo sforzo titanico messo in campo durante gli “episodi eccezionali” e ammirare la perfezione di un’organizzazione che si adatta come per magia ai cambi di programma non comunicati.
Non chiamatela crisi: è solo un flusso turistico… e qualche disguido tecnico
In pratica, il bell’assembramento di rifiuti ai bordi delle strade e sulle spiagge non è dovuto a negligenza o inefficienza, ma piuttosto a un’indomabile ondata di turisti che ha colto tutti di sorpresa, amministratori e gestori compresi. Perché, ovviamente, si può sapere tutto in anticipo tranne quando un numero esorbitante di persone si riversa in città per ponte pasquale o feste locali. Non c’è nessuna responsabilità diretta, ovviamente.
E se questo non vi conforta, rammentate pure che i negozianti, questi temerari che aprono le porte al pubblico prima del dovuto, sono i veri colpevoli dei disagi. Peccato che il servizio non sia pronto ad adeguarsi a queste improvvise variazioni di programma, ma chissà, forse è un divertente esercizio di sopportazione collettiva per gli abitanti.
Nel contempo, questa situazione offre uno splendido spettacolo di rimedi tampone, scuse e scarico di responsabilità che potrebbero diventare un caso di studio su come non gestire i servizi pubblici. Altro che miglioramento strutturale: qui si balla a ritmo di posticipi e contorsioni burocratiche.
Che meraviglia la sinergia tra amministrazione locale e gestore dei servizi! Il Comune di Riccione, nel suo ruolo di paladino dei cittadini, ci racconta di aver brillantemente segnalato tutte le criticità che, guarda un po’, si ripresentano puntualmente. Ma guarda un po’, nessun miglioramento. Un vero capolavoro di efficacia!
La giunta guidata da Angelini ha quindi deciso di tirare fuori i potenti strumenti normativi a disposizione per scovare eventuali colpevoli in questa farsa. I cittadini del paradiso romagnolo si lamentano ogni giorno di disservizi tali da far impallidire qualsiasi sindaco impegnato: bidoni della spazzatura che raggiungono livelli record di pienezza, ignorando completamente gli standard minimi di qualità che un gestore – in questo caso Hera – sarebbe tenuto a rispettare.
Il Comune fa sapere, in tono tra il rassegnato e il determinato, di aver puntualmente riportato ogni singola mancanza al colosso emiliano-romagnolo, ottenendo però soltanto un altro bel nulla di fatto. Naturalmente non potevano mancare le richieste d’intervento da parte di Atersir, l’ente che dovrebbe vigiliare con poteri di controllo e ispezione. Insomma, meglio chiamare chi di dovere per far finta di risolvere.
Per il Comune, la questione è tutta una questione di rispetto per i residenti (che a giudicare dai bidoni sembrano quasi invisibili) e di tutela del decoro cittadino, quello stesso decoro che è andato a farsi benedire da un bel po’ di tempo a questa parte. Insomma, il Comune pretende niente meno che la rapida fine di questa “fase di inefficienza” e il ritorno di un servizio regolare in ogni singolo quartiere della città.



