Un bunker? No, molto di più, un vero capolavoro di ingegneria segreta degno di un film di spionaggio hollywoodiano, nascosto ad Ardore, nella sempre tranquilla provincia di Reggio Calabria. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Locri, con il prezioso aiuto tecnico dello Squadrone Eliportato Cacciatori ‘Calabria’ e i vigili del fuoco di Bianco, hanno trasformato una semplice perquisizione anti-armi in una caccia al tesoro sotterranea degna di un romanzo. Insomma, qualcosa che va ben oltre la routine quotidiana.
Dietro una facciata assolutamente anonima, dietro pareti che a occhio non dovrebbero nascondere altro che muffa e polvere, i carabinieri hanno scoperto un bunker sotterraneo articolato e curatissimo nei minimi dettagli. Non una stamberga, ma un vero complesso con tre ambienti: una camera da letto per chi si sente pigro anche in clandestinità, un servizio igienico (per non scomodarsi troppo ma conservare dignità) e, ciliegina sulla torta, una “camera di fuga” che più segreta e sofisticata non si può.
E qui arriva il pezzo forte, il tocco da maestro del costruttore di bunker: una botola di cemento armato, pesantissima e invisibile dall’esterno, aperta grazie a un sofisticatissimo meccanismo elettrico nascosto. Roba da spie del MI6. Questa botola porta a un tunnel lungo ben 120 metri, scavato chissà come nelle profondità del terreno, che si snoda verso una zona rurale tutta da esplorare, lontana da occhi indiscreti e – incredibile – apparentemente sicura.
Un rifugio che è un manifesto di paranoia e sfida alla legge
Ma chi avrebbe mai detto che la gente comune avrebbe investito tanto tempo, soldi e ingegno solo per costruirsi un comodo nascondiglio segreto? Evidentemente alcuni latitanti preferiscono il lusso dell’hotel sotterraneo a quattro stelle, piuttosto che un anonimo bunker polveroso. E così, fra un’intercapedine e l’altra, ecco il regno del sofisticato anonimato, pronto a sfidare qualsiasi tentativo di cattura.
I carabinieri, dopo l’iniziale ricerca di armi – perché ovviamente erano lì solo per questo, niente di più – si sono trovati davanti allo spettacolo di una sofisticazione degna di un set cinematografico. E non si tratta di una trovata improvvisata: il lavoro minuzioso e la progettazione meticolosa dimostrano che chi ha ideato questo rifugio non si è accontentato di nascondersi, ma ha letteralmente costruito un castello sotterraneo per sfuggire alle maglie della giustizia.
Mentre qui da noi si discutono inutili slogan politici e promesse di leggi mirabolanti, in un angolo di Calabria si confeziona un’opera d’arte del crimine organizzato. Parliamo di un bunker che, se fosse uno spettacolo teatrale, riceverebbe applausi e standing ovation.
Una scoperta che sicuramente farà saltare sulla sedia chi pensa che la lotta alla clandestinità sia una passeggiata. No, caro lettore, dietro a quella botola c’è un intero mondo sotterraneo che sfida chiunque voglia penetrare nell’oscurità.



