Quando un albero fa le valigie: il trasloco del tronco dal San Raffaele al parco scatenando ilarità

Quando un albero fa le valigie: il trasloco del tronco dal San Raffaele al parco scatenando ilarità

Ultima colonia di Cerambyx cerdo, quel simpatico coleottero noto come Cerambice della quercia, salvata dall’estinzione milanese con un trasloco eccezionale degno di un VIP. Questi insetti, che si coccolavano tranquilli dentro una vecchia quercia dell’ospedale San Raffaele, sono stati trasferiti nel paradiso naturale del “Parco dei Mughetti”, situato tra Cerro Maggiore e Uboldo, sul confine tra la provincia di Varese e la città metropolitana di Milano.

L’operazione, degna di un film di avventura con improbabili eroi della biologia e dell’arboricoltura, è stata giocata dal team interdisciplinare BioTreeversity. A comporre questa squadra da sogno, i ricercatori Claudia Canedoli ed Emilio Padoa-Schioppa dell’Università di Milano-Bicocca, il coraggioso arboricoltore Davide Corengia di VerticalVerde e la sapiente ricercatrice Elisa Cardarelli dell’Università di Pavia. Mi raccomando, applausi.

Il povero Cerambice della quercia non è certo un benvenuto ovunque. Ama vivere solo nelle querce maestose, quelle mature con una sana dose di legno marcescente, perché la vita deve avere un minimo di stile. Peccato che la deforestazione europea e la mania di tagliare qualsiasi albero che abbia più di un paio d’anni lo stiano facendo sparire più velocemente di un gelato in una giornata d’agosto.

La colonia che si aggirava intorno all’ospedale San Raffaele era seguita amorevolmente da anni dagli esperti di Milano-Bicocca. Solo che la povera quercia, ormai deceduta e niente affatto in forma, ospitava tante larve in crescita. Ma, per chiarire, toglierla senza un piano avrebbe significato mandare tutto a gambe all’aria, ossia la fine di tutta la colonia.

Da carta e timbri a camion e cemento

Non pensiate che sia bastato un colpo di magia per spostare quel tronco. Servivano mesi di gavetta burocratica, scientifica e, perché no, anche un po’ di fortuna. Per prima cosa, i ricercatori hanno dovuto monitorare dallo spazio ogni insetto (con tanto di test per la stabilità del legno, immaginate la delicatezza). Poi è iniziata la danza della burocrazia: segnalazioni alla Regione Lombardia, permessi speciali concessi dal ministero dell’ambiente — ovvero il Mase — e un parere favorevole dalla super supervisionata Ispra.

Una volta fatto tutto il giro, il tronco è stato finalmente sradicato con cura da veri professionisti, caricato su un mezzo più agile di un carico militare e posato come un gioiello nel cuore del Parco dei Mughetti. Il parco, grande come un’ambasciata green, ha preso su di sé la responsabilità del legno, promettendo fedeltà eterna fino a quando le larve non completeranno il loro ciclo di vita. Roba seria.

Un nuovo “nido” per pochi fortunati

Il PLIS Parco dei Mughetti non è stato scelto a caso, ci mancherebbe: offre querce mature in quantità e abbondanza di legno morto, insomma, un habitat da vip coleottero. Nei prossimi anni, il team di BioTreeversity controllerà ogni mossa, ogni piccolo battito d’ala, attendendo gli esemplari adulti che sfarfalleranno per colonizzare i nuovi vicini alberi del parco. Un reality show naturale dove la sopravvivenza è la trama principale.

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