Una volta fatto il pieno di adrenalina, ha pensato bene di spostarsi nella cappella dell’ospedale, quel piccolo angolo di pace tanto caro a tutti, e di dare fuoco a vari arredi, persino all’altare. Chissà se la sua idea di “rinnovo decorativo” includeva pure un tocco infernale.
Non pago, si è dilettato anche con i carabinieri intervenuti, minacciandoli con la lama e infine rivolgendo la stessa contro sé stesso in un gesto da protagonista tragico ma decisamente poco brillante. Per fortuna i militari, coi loro tempi perfetti e un pizzico di tecnologia moderna, hanno preferito ricorrere al taser per fermarlo piuttosto che al solito dialogo persuasivo che tanto frutta.
Quando la logica abdica all’assurdo
Così, nel bel mezzo di un contesto dove dovrebbe regnare la ragione e la cura, troviamo un mix esplosivo di violenza ingiustificata, irriverenza religiosa e follia pura. Le domande, ovvie ma inevase, sono: che cosa passava per la testa a questa persona? Davvero pensava di risolvere i suoi problemi o semplicemente voleva regalare un paio d’ore di caos a tutti quanti?
E soprattutto, non dovrebbe stupirci che in un’epoca dove la pacatezza è un bene raro, qualcuno senta il bisogno di agitare un coltello per “farsi capire”, giusto? Nel frattempo, applausi ai carabinieri che, con una precisione degna di un tutorial di salvataggio, hanno disinnescato una bomba emotiva senza spargimenti di sangue inutili.



