Quando la Chapecoense si improvvisa tifosa granata per non dimenticare il Grande Torino: lacrime, ironia e un filo di nostalgia sportive

Quando la Chapecoense si improvvisa tifosa granata per non dimenticare il Grande Torino: lacrime, ironia e un filo di nostalgia sportive

La memoria si nutre anche di gesti così, piccoli ma carichi di significato, come quei messaggi in codice che dicono “non ci dimentichiamo” e, soprattutto, “grazie a chi ci vuole bene”. La famosa maglia della Chapecoense dedicata al Torino segue proprio questa filosofia, visto che il club brasiliano ha deciso di tingere di granata la divisa del portiere per celebrare un legame che più solido non si può, nato da tragedie aeree quasi gemelle: il glorioso Grande Torino ci lasciò a Superga il 4 maggio 1949, mentre la “Chape” conobbe un destino simile, tragi-comicamente “sincronizzato”, il 28 novembre 2016 in Colombia.

Passano quasi dieci anni da quell’episodio che ha segnato a fuoco la squadra brasiliana, ma, sorprendentemente, il ricordo resta nitido anche in Italia. I granata non si sono limitati a lacrime da social network: nel 2018, ad esempio, organizzarono un’amichevole con evidente scopo di beneficenza per sostenere la Chapecoense, cosa che dimostra quanto la solidarietà sportiva possa essere meno convenzionale e più sincera di quanto le solite passerelle ci vogliano far credere.

Le lacrime della Chapecoense a Superga

Il club verde-bianco non ha certo dimenticato quell’atto di generosità tanto che ora restituisce il favore confezionando una maglia speciale per il Torino. «Un club fratello – dicono i brasiliani – in una storia segnata da rispetto, memoria e solidarietà». Parole che, se ci pensate, sono vere stragi di retorica ben destinate a placare le anime sensibili, ma che celano un senso di comunità più autentico di quanto il calcio fetish delle multinazionali ci abbia abituato a credere.

Questa divisa speciale «porta con sé eleganza, forza e significato in ogni dettaglio», spiega la comunicazione ufficiale del club. Insomma, niente di un semplice pezzo d’abbigliamento, ma un’icona spirituale. Il messaggio è chiaro e senza fronzoli: «Per sempre amici». Frase che suona quasi come la firma di un patto incancellabile nella terra di nessuno del calcio moderno.

Non è la prima volta che il Torino si cimenta in questi giochini di solidarietà cromatica: nella stagione 2021/22 la terza maglia fu un bel verde acceso, degno omaggio alla Chapecoense, accompagnato dall’eloquente slogan “Uniti dal destino”. Ma la celebrazione della memoria è un processo circolare e multiculturale: anche il celebre River Plate argentino ha voluto omaggiare il Grande Torino con una divisa granata, e, indovinate un po’, questa stima è stata ricambiata nella stagione successiva con una maglia speciale dedicata agli argentini.

Insomma, la memoria nel calcio si coltiva anche così: tra maglie colorate, partite amichevoli solidali e un continuo scambio di gesti e simboli che, forse, ci ricordano che il pallone è molto più di un semplice gioco e che dietro le tragedie e le vittorie si nascondono storie, legami e imperscrutabili incastri di destino.

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