Quando il Parlamento Europeo improvvisa il baywatch baltico: solidarietà a ogni costo, anche se non serve a nulla

Quando il Parlamento Europeo improvvisa il baywatch baltico: solidarietà a ogni costo, anche se non serve a nulla

La Conferenza dei Presidenti si dichiara con forza contro le recenti, infondate e pericolose accuse della Federazione Russa rivolte a Lettonia, Estonia e Lituania. Secondo Mosca, i paesi baltici starebbero tramando azioni ostili e consentendo l’uso del loro territorio, spazio aereo o basi militari per attacchi contro la Russia. Accuse che Lettonia ha categoricamente bollato come disinformazione degna della miglior propaganda da borsa degli orrori.

Queste illazioni fanno parte di un copione più ampio di intimidazioni, falsità e provocazioni rivolte agli Stati membri dell’UE – roba, insomma, che sarebbe da ridere se non fosse così patetica. La situazione si fa poi particolarmente seria se consideriamo le ripetute intrusioni di droni anonimi nello spazio aereo e territoriale dei baltici. Chiaramente, chi ha tempo e voglia di rispettare confini e regole oggi giorno?

La Conferenza dei Presidenti si schiera pienamente con Estonia, Lettonia e Lituania, come se non fosse ovvio. Nessun Stato membro dello UE deve sentirsi minacciato, intimidito o sottoposto a pressioni bislacche da parte della Russia. E siccome evidentemente non basta dirlo una volta: la sicurezza dei paesi baltici è la sicurezza della comunità europea intera – un concetto così innovativo che sembra quasi una novità.

Intanto, l’invito alla Commissione Europea, all’Alto Rappresentante e al Consiglio è di continuare a supportare i baltici, in stretta sinergia con la NATO, per rinforzare la sorveglianza dello spazio aereo, migliorare la capacità anti-drone e potenziare la prontezza nel rispondere a ulteriori intrusioni. Chi ha un po’ di sale in zucca capisce che ostentare potere militare al giorno d’oggi richiede non solo missili scintillanti, ma anche un sistema di sorveglianza all’altezza (senza contare tutti i droni da incubo).

Viene anche richiamato il Coro della Comunicazione Strategica, perché nulla funziona senza il solito teatrino anti-disinformazione. Bisogna mobilitare le risorse dell’UE per difendere la tanto sacrosanta “flangia orientale” e respingere le fake news che – come se ce ne fosse ancora bisogno – minacciano la democrazia e la sicurezza europea.

Insomma, l’Unione Europea deve restare unita, vigile e risoluta di fronte ai nuovi tentativi russi di destabilizzare il vicinato, minare la sicurezza continentale e far litigare gli Stati membri. Peccato che, nella realtà, l’unione spesso vacilli più di un castello di carte al primo colpo di vento.

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