Quando il caldo diventa scusa per trasformare ogni cantiere in un incubo alle 6 del mattino: il Comune dice sì fino a settembre

Quando il caldo diventa scusa per trasformare ogni cantiere in un incubo alle 6 del mattino: il Comune dice sì fino a settembre

I tanto amati cantieri a cielo aperto, quei gioielli dell’efficienza pubblica che tutti desiderano vedere, finalmente potranno iniziare la loro spettacolare sinfonia di martelli pneumatici dalle ore 6 del mattino a Milano. L’illuminata amministrazione comunale ha infatti deciso di concedere una generosa deroga ai limiti acustici, restringendo l’applicazione di regole ovvie fino al 23 settembre, ovviamente per il “caldo estremo”. Perché nulla dice “benessere” come essere svegliati all’alba da un concerto di trapani e ruspe, ma tutto è giustificato sotto il cruelty-free sole agostano.

Chiaramente, i cittadini possono stare tranquilli: quasi una decina di ore al giorno saranno impreziosite dal soundtrack dei lavori pubblici, che ora, grazie a questa geniale mossa di “adattamento climatico”, sposeranno il ritmo delle giornate bollenti. Perché fermarsi a considerare il diritto al riposo quando puoi garantire l’efficienza al risveglio? Il massimo della produttività, con il minimo di buonsenso.

Il caldo come scusa perfetta per qualsiasi follia

È proprio ammirevole come il caldo estremo, che minaccia la salute più di qualsiasi decibel, diventi ora il passaporto per deroghe impensabili. Se la temperatura sale, considerate ammesse tutte le stravaganze. Questo è il mantra adottato dal Comune, che in passato si preoccupava tanto di norme e regolamenti, ma ora ha evidentemente deciso che le regole sono… opzionali.

Di sicuro, la geniale decisione è stata salutata con applausi scroscianti dagli operatori dei cantieri, che potranno finalmente godersi un orario di lavoro esteso. Per il resto della città? Una sinfonia di suoni martellanti e probabilmente qualche “deliziosa” lamentela ha già cominciato a gonfiare i decibel dell’estate milanese.

Quando la salute pubblica si piega al martello pneumatico

Non bisogna dimenticare l’ironia tutta italiana di predicare la tutela della salute e poi, nello stesso respiro, stabilire che il rumore assordante e l’inquinamento acustico possono essere ammorbiditi dalla carta d’identità del termometro. Evidentemente, chi ha dato il via libera alle deroghe vede la salute come una questione stagionale o, meglio ancora, stabilisce che l’assuefazione al frastuono è solo un nuovo sport urbano.