Questa nuova Serie C di finanziamenti da circa 1,4 miliardi di dollari ha alzato la valutazione di Neura Robotics a qualcosa come 7 miliardi di dollari, anche se l’azienda, nel perfetto stile “no comment”, si è ben guardata dal confermare queste cifre. Come se non bastasse, nel film dei finanziamenti teatrali compaiono anche i soliti noti industriali europei, Bosch, Schaeffler, e persino la regina no-profit dei soldi pubblici, la Banca Europea per gli Investimenti. Non è mai troppo tardi per aggiungere un tocco di istituzionalismo a una fiera del capitale privato, no?
David Reger, fondatore e CEO, ha ovviamente pronunciato la sua frase ad effetto per infiammare i mercati e le menti degli entusiasti:
“Il futuro dell’IA non vivrà solo sugli schermi. Si muoverà, interagirà, imparerà e lavorerà accanto a noi nel mondo reale.”
Una dichiarazione che potremmo tradurre in: “Preparatevi, il vostro robot domestico potrebbe presto scacciare il vostro gatto dal divano.” Ovviamente, questo briefing finanziario ha un magnifico “se”: la totalità dei fondi sarà sbloccata soltanto nel caso in cui vengano raggiunti certi risultati. Quindi, nessuna sorpresa se passiamo dal roseo sogno alla realtà con una certa agilità.
Ma non è tutto oro ciò che luccica nel magico mondo della robotica. I numeri del 2026 parlano chiaro, se si vuole essere impressionati dal fenomeno: 55,8 miliardi di dollari raccolti da startup in questo settore. Sembra un record da Guinness, quasi doppio rispetto al precedente, con i soliti protagonisti a dettare legge – Stati Uniti e Cina. Nel frattempo, l’Europa cerca di non farsi travolgere dalla sinfonia, con qualche startup di spicco come la tedesca Agile Robots (che, naturalmente, è sostenuta da SoftBank) e la britannica Humanoid. Una gara di innovazione globale che sembra un episodio di “chi vuole essere miliardario?”, ma sul fronte tech.
David Reger non perde il suo solito tono da guru della Silicon Valley europea, con questo brillante pensiero da copertina:
“Molti hanno creduto che le grandi infrastrutture AI potessero nascere solo nella Silicon Valley. Noi invece pensiamo che i prossimi leader dell’IA possano emergere ovunque ci sia visione, talento ingegneristico e rapidità di esecuzione.”
Come se bastasse avere un buon colpo di genio, saper scrivere codice o costruire un robot tuttofare, per competere sullo stesso campo dei giganti. E con questo finanziamento da capogiro, Neura si piazza ufficialmente tra i grandi della robotica, al fianco di Stati Uniti e Cina, pronti a portarci il futuro… o almeno a far finta di farlo.

