Non c’è niente di più commovente di una cerimonia solenne per accogliere il proprio “vecchio amico” all’ombra delle bandiere sventolanti, vero? Xi Jinping, il presidente cinese, ha rivolto un’accoglienza da star hollywoodiana a Vladimir Putin, il suo collega russo, con tanto di guardia d’onore e una squadriglia di giovani pronti a sventolare i vessilli delle due super potenze come se fosse il Carnevale di Rio.
Che spettacolo! Dopo tutta questa pomposità patriottica, i due si sono ritirati nella Grande Sala del Popolo – sì, proprio quella dove normalmente si decidono le sorti del mondo – per un tête-à-tête così intimo da includere solo tè verde e, probabilmente, qualche parola segreta da “vecchi amici” che si capiscono al volo, tra un sorso e l’altro.
Naturalmente, questa splendida coreografia diplomatica si svolgeva appena qualche ora prima dell’arrivo a Pechino di Donald Trump, il presidente statunitense, il quale aveva programmato una sontuosa cena nella stessa Sala. Si potrebbe quasi pensare a un gioco degli incroci di potere dal sapore shakespeariano, con sipari che si aprono e si chiudono a seconda degli attori del momento.
In effetti, è proprio questa strategia di “doppi appuntamenti” che traccia il disegno sotterraneo delle relazioni internazionali contemporanee, un susseguirsi di gesti diplomatici che sembrano usciti da un manuale di successo per “come mostrare unità senza dirci troppo”.
Una Sceneggiatura Perfetta per un Tè tra Capi
Non possiamo non apprezzare l’arte sottile di organizzare incontri esclusivi in ambienti così scenografici, dove la semplice offerta di una tazza di tè diventa un rituale carico di significati segreti. Gli “intimi” colloqui tra Putin e Xi Jinping rappresentano l’apogeo dell’ipocrisia diplomatica: amore pubblico, rivalità privata, un po’ di strategia geopolitica in salsa contemplativa.
In fin dei conti, cosa c’è di più rassicurante per il pubblico internazionale se non vedere i leader di due Paesi con interessi a volte divergenti ma ufficialmente “alleati strategici” condividere una serata all’insegna della calma e della cordialità? Un “show” che ci ricorda che, tra una minaccia e l’altra, è sempre bello prendersi un momento per mostrare il volto amico.
Ma non lasciamoci ingannare troppo facilmente: dietro alle bandiere festanti e ai sorrisi studiati si cela un mondo di diplomazia velata, giochi di potere appena celati e, naturalmente, quel pizzico di teatralità che rende tutto più godibile – almeno per chi ama osservare il balletto delle grandi potenze.



