Parcheggi introvabili, strade sbarrate e il capolavoro dell’organizzazione perfetta: ecco come sopravvivere senza perdere la testa

Parcheggi introvabili, strade sbarrate e il capolavoro dell’organizzazione perfetta: ecco come sopravvivere senza perdere la testa

Il re incontrastato della trap napoletana, Geolier, si prepara a conquistare lo stadio Meazza di San Siro con un concerto che, a detta dei promotori, lascerà tutti a bocca aperta. Dopo aver già rovinato l’udito a Termoli con il suo tour negli stadi, ecco che il giovane trapper si appresta a incendiare il teatro milanese della musica sabato 13 giugno alle 20:30.

Per chi si chiedesse come raggiungere questa festa di decibel, le metro M1 e M5 si ammalano di super poteri nelle serate di concerto: restano attive fino a tardi, più precisamente fino alle 3 del mattino. Peccato che per la linea M1, l’ultimo treno da Lotto sfuma verso Sesto Fs circa all’1 e non c’è verso di tornare indietro con lo stesso comfort post-show. Meno male che la M5, dal suo capolinea San Siro Stadio in direzione Bignami, fa lo stesso fino all’1 circa. M2, M3, M4 e altri tratti M1? Normale amministrazione, chiusura a orari canonici e niente effetti speciali notturni.

E se proprio vi scordate la metro o siete rimasti storditi dal ritmo, niente paura: entrano in scena i bus notturni Nm1, Nm2, Nm3 e Nm4 a salvarvi il sedere. Nota per gli impavidi: le stazioni M5 di Ippodromo e Segesta chiuderanno per “motivi di ordine pubblico” nel finale, perché nulla è più importante della salvezza della città dal caos trap. Consiglio da insider: usate le fermate M5 San Siro Stadio e Lotto, oppure fate una passeggiata di 15 minuti fino alla M1 di Lotto. Che l’epica attraversata abbia inizio!

Per i temerari che preferiscono l’auto al trasporto pubblico, il parcheggio di Lampugnano è il paradiso terrestre temporaneo, aperto fino alle 2 di notte. Se proprio amate camminare o prendere la metro, disponibili anche i parcheggi del Centro Sarca e del Bicocca Village, da cui si può facilmente scendere a San Siro Stadio con la M5. Una passeggiata post-concerto ed ecologia si sposano perfettamente, ovvero “faticare per sopravvivere”.

Non potevano mancare le immancabili zone rosse annunciate dal Comune di Milano, valide come lo scorso anno: da mezzogiorno del giorno stesso del concerto fino alla chiusura dello show, divieti severi per circolare in auto attorno allo stadio. Per chi pensa di fregare il sistema, sappiate che ci saranno mezzi pronti a sollevare la vostra auto dalle aree interdette, magari con una dolce carezza del carro attrezzi.

Immancabili le exceptiones, degne di un cerchio dantesco, riservate solo a chi risiede nella zona proibita, alle persone con disabilità munite di contrassegno e a qualche sparuto veicolo come taxisti e noleggiatori con conducente. Poesia pura anche per veicoli speciali come autonegozi, biciclette, motocicli, ciclomotori e chi si permette il lusso di dirigersi verso una proprietà privata o un parcheggio a pagamento nelle aree di viale Caprilli, Piazzale dello Sport e qualche altra concessione sparpagliata qui e là.

La scaletta del concerto che farà scuotere San Siro

Un’immersione totale nel vasto repertorio di Geolier, dalla sua famosa “Pibe De Oro” a titoli che sembrano scritti durante un pomeriggio di sonnolenza creativa come “You Name It” e “Scumpar”. Non mancheranno parentesi malinconiche in napoletano stretto come “Me Vulev Fa Ruoss” e “Chiagne”, vittime innocenti della trap che ancora si crede poesia d’alta scuola.

La playlist del giorno è un viaggio senza meta tra brani come “Capo1h”, “L’Ultima Poesia”, “Ricchezza” e la gloriosa “Campioni d’Italia (64 Bars)”, per citare il meglio – o il peggio – del suo caleidoscopico e kafkiano universo musicale. Tra rime iperattive e beat forsennati, la serata promette di essere un’esperienza da cui uscire assolutamente mutati, se non traumatizzati.

Insomma, se siete masochisti dell’arte trap o cultori del palco più chiassoso di Milano, segnatevi questa data: San Siro si prepara a tremare sotto i colpi sonori di Geolier. Per il resto, preparatevi a respirare anidride carbonica mesta insieme al pubblico in apnea, perché a San Siro si fa sul serio… o almeno ci si prova con buona volontà e lo slang napoletano.

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