Parabiago si infiamma con la sfida epica tra Sartori e Slavazza che nessuno aveva chiesto

Parabiago si infiamma con la sfida epica tra Sartori e Slavazza che nessuno aveva chiesto
Parabiago si prepara al suo grande spettacolo democratico. Un piccolo dettaglio: si scelgono sindaco e consiglio comunale, ma i candidati sindaco sono soltanto due. Vi pare poco? Sì, perché con più di 15mila abitanti, la città alle porte di Milano si merita, come da tradizione, il ballotaggio. Ma non quest’anno, grazie a una normativa tutta piena di buon senso.

Il primo candidato è Giacomo Sartori, eroe del centrosinistra che ha deciso di farsi beffa dei partiti presentandosi in solitaria, senza simboli, chissà forse per non turbare i cuori elettorali più sensibili. Sartori, giovane di 36 anni e con un lavoro che fa tanto cool come hr manager in una società milanese, si propone con la modestia di chi vuole cambiare il mondo senza disturbare troppo la realtà.

L’avversaria è Marica Slavazza, architetta di 56 anni, scelta dal centrodestra dopo un tanto atteso “giallo” interno alla ex roccaforte leghista. In effetti, la Lega, che ha guidato la città per dieci lacrime e dieci sorrisi con il sindaco uscente Raffaele Cucchi, aveva un favorito: Diego Scalvini. Ma sorpresa delle sorprese, in un improvviso colpo di scena degno di un reality show politico, la coalizione ha deciso di puntare su Slavazza che, con il suo curriculum, promette un futuro… beh, almeno diverso.

Quindi niente ballottaggio, eppure non mancano i protagonisti. Tra i candidati consiglieri da parte di Parabiago al centro troviamo le simpatiche presenze di Eleonora Pradal, Emanuele Acquati, Loredana Bilardi e un lunghissimo elenco che renderebbe chiunque stufo prima ancora di cominciare la conta delle preferenze.

Da un’altra parte dello schieramento, Parabiago Domani sfodera un brillantissimo cast con nomi da far girare la testa: Riccardo Sannino, Chiara Durante, e tanti altri pronti a rinnovare, o forse solo a continuare a movimentare, la scena locale con una dose massiccia di impegno civico e qualche spruzzo di ambizione personale.

Il centrodestra, come sempre, gioca la carta della tradizione e dell’esperienza mettendo in campo figure ormai veterane come Raffaele Cucchi in casa Lega, insieme a un manipolo di nomi che suonano come un’enciclopedia delle storie locali: Luca Ferrario, Diego Scalvini (si, proprio quello della ballottaggio mancato), e altri ancora. Non da meno, Fratelli d’Italia e Forza Italia portano il loro indispensabile contributo di noti personaggi che mostrano quanto la politica in questa città, tra un’assemblea e l’altra, sia un affare che si fa in famiglia… o quasi.

Infine, il tanto amato (o temuto) Patto Civico per Slavazza decora il panorama con una serie di nomi dal sapore un po’ epico, da Marco Meraviglia detto “Cobra” fino a figure meno enigmatiche ma certamente altrettanto impegnate nella meravigliosa arte della politica cittadina.

Il grande teatro delle elezioni parabiaghesi

Che si tratti di volti nuovi o di volti già più o meno consumati, tutti questi candidati si avviano a mettere in scena il consueto spettacolo che tanto piace a ogni ballottaggio non avendo un ballottaggio da giocarsi. Perché Parabiago, con tutte le sue virtù e i suoi difetti, ha deciso quest’anno di fare a meno del secondo turno: un bel risparmio di tempo e fatica per tutti, no?

E mentre si allestiscono le urne, i cittadini si preparano a scegliere tra due nomi, due storie e due visioni. Il tutto condito da un pizzico di suspense politica e da quel particolare aroma di contraddizione che rende ogni consultazione elettorale una commedia tutta italiana da godersi fino in fondo.

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