Che sollievo! OpenAI ha finalmente deciso di concedere all’Unione Europea l’accesso al suo nuovissimo modello cyber, il sofisticatissimo GPT-5.5-Cyber. Nel frattempo, il follemente generoso Anthropic continua a tirare il freno, tenendo stretta la sua creatura, Mythos, e negando ancora l’anteprima al blocco europeo. Chissà se poi vorranno mai condividere le loro ultime perle di saggezza su come difendere i sistemi critici…
Il colosso OpenAI ha annunciato l’accesso limitato a questo modello proprio per i team di cybersecurity più selezionati, giusto in tempo per metterli al lavoro. Che tempismo! Lo ha fatto un mese dopo il rilascio di Mythos da parte di Anthropic, un evento che, ovviamente, ha scatenato un mare di preoccupazioni riguardo a potenziali cyberattacchi contro software strategici. Niente di meno.
A una conferenza stampa di rito, il portavoce della Commissione Europea, Thomas Regnier, ha espresso il suo caloroso benvenuto all’atteggiamento trasparente di OpenAI e alla loro intenzione di mettere a disposizione il modello alla Commissione. Certo, tutto molto carino, ma quel piccolo dettaglio che Anthropic non si è ancora degnata di far vedere il suo prodotto agli europei va un po’ dimenticato, no?
Thomas Regnier ha confermato che sì, ci sono stati degli scambi con OpenAI e che nei prossimi giorni sono previste ulteriori discussioni sul tema dell’accesso. “Questo ci permette di monitorare da vicino l’evoluzione del modello e risolvere eventuali problemi di sicurezza”, ha aggiunto con il sorriso di chi vorrebbe essere più entusiasta.
Le cose invece con Anthropic? Beh, non esattamente rose e fiori. Hanno avuto diverse riunioni con la Commissione, quattro o cinque, niente di troppo impegnativo, ma siamo ancora lontani dal livello di dialogo aperto e collaborativo messo in piedi con OpenAI. Potremmo quasi dire che Anthropic è in un “fase diversa”, anzi, oserei dire in una specie di silenzio radio tattico. Misteri della diplomazia tecnologica.
George Osborne, capo di OpenAI per l’Europa, ha voluto rincarare la dose con una frase degna di un manifesto politico: “I laboratori di intelligenza artificiale non dovrebbero essere i soli arbitri della sicurezza informatica, perché la resilienza si ottiene solo con partner affidabili che collaborano.” Davvero un concetto rivoluzionario, peccato che sembri indirizzato proprio a chi gioca a fare il burattinaio dietro le quinte.
Osborne ha proseguito con l’inevitabile dichiarazione di intenti: «Le ultime tecnologie di AI per la sicurezza devono essere accessibili a tutti i difensori europei, non solo a un’élite ristretta. Con il nostro OpenAI EU Cyber Action Plan intendiamo lavorare con legislatori, istituzioni e imprese per democratizzare l’accesso a strumenti difensivi affidabili.» Bella promessa da parte di chi, evidentemente, sa fare il bravo al momento giusto.
Quanto a Anthropic, nonostante gli inviti, sembra preferire l’arte del silenzio. Nel frattempo, il mondo osserva, impaziente, questa danza delle dichiarazioni e dei ritardi che sa molto di teatrino europeo-tech. La sicurezza informatica, si sa, è un gioco serio — peccato che qui sembri più uno spettacolo tragicomico.



