Che spettacolo di efficienza urbana: una donna di 56 anni precipita da oltre tre metri in un tombino aperto proprio sulla scintillante Fifth Avenue a Manhattan. Non uno scenario da film horror indipendente, ma la triste realtà capitata a Donike Gocaj, appena scesa dal suo SUV Mercedes-Benz, parcheggiato in pieno centro, tra la boutique Cartier e a quattro isolati dalla sontuosa Trump Tower. Il tutto in pieno orario notturno, poco prima delle 23:20, quando evidentemente il vuoto sotto i piedi di New York decide di divenire il campo da gioco più letale a disposizione.
Gli spettatori involontari, che proprio non si aspettavano di assistere a una scena così memorabile, hanno tentato di tirarla fuori a mani nude, finché l’intervento dei pompieri 911 è riuscito a recuperarla – priva di sensi – da quel pozzo infernale. Anche se l’investigazione è ancora in corso, la spiegazione più plausibile tradotta in parole semplici è che quel tombino bollente le abbia causato un arresto cardiaco fulminante. Sì, perché l’ambiente infernale che vi regnava sotto quella grata lasciata aperta ha aggiunto il tocco finale a questo cocktail mortale.
Trasportata d’urgenza all’ospedale, la donna è stata purtroppo dichiarata morta, ma l’ultima parola spetta adesso all’ufficio del medico legale della città, perché mica si può sparare a zero sulla verità senza una firma ufficiale.
Carlton Wood, un eroe del New Jersey che nel frattempo stava facendo due passi verso il lavoro, ha raccontato ai cronisti di aver visto la scena horror con i suoi occhi: la donna si era allontanata di pochi passi dall’auto prima di sprofondare nel vuoto del tombino. L’uomo, non esattamente un supereroe ma abbastanza reattivo, ha chiamato il 911 e si è precipitato a soccorrerla. La poveretta urlava ossessivamente “Sto morendo, sto morendo”, mentre calava nell’abisso urbano. Un bel dramma al centro di una città che vanta di essere il simbolo del progresso.
Nel mondo fiabesco della sicurezza cittadina, l’area non era transennata, nessun segnale di lavori in corso a fare da avvertimento, e il coperchio del tombino, quella malefica “botola” fatale, giaceva beffardamente accanto alla voragine. Ma non temete: Con Edison, l’azienda pubblica di servizi, si è affrettata a garantire che quasi sicuramente è un camion pesante a sei assi passato poco prima ad aver deciso di spostare il maledetto coperchio, renderlo riprovevolmente mobile e trasformare quella buca in una trappola mortale.
Con Edison ha così scritto nel suo comunicato: “Stiamo esaminando i dettagli e, benché sia un evento raro, i coperchi dei tombini possono essere spostati dai veicoli pesanti. I nostri pensieri vanno alla famiglia della vittima e la sicurezza rimane la nostra massima priorità.” Peccato che la massima priorità apparentemente non includa il controllo preventivo o qualche protezione decente.
I familiari di Donike Gocaj, ancora scioccati e immersi nel dolore, cercano risposte in una città dove le buche infernali aperte sono forse una triste consuetudine. Un quadro desolante tutt’altro che isolato: il Dipartimento per la Protezione dell’Ambiente di New York ha addirittura ricevuto oltre 700 segnalazioni solo nel 2026 per tombini senza coperture. E non si parla di bici sgonfiate o scarpe bagnate, ma di autentiche voragini dell’orrore urbano.
L’incubo metro-tombino: un classico cittadino
Se pensate che cadere in una buca sia come inciampare su un sasso, ripensateci. Nel panorama delle disgrazie metropolitane, inciampare in un tombino aperto è quanto di più spaventoso e surreale possa accadere, quantomeno al livello di calcinacci che cadono, impalcature che si sgretolano o condizionatori che improvvisamente decidono di fare paracadutismo sui pedoni ignari.
Eppure, il problema rimane drammaticamente presente. Nel 2019, un uomo senza fissa dimora è stato trovato morto in un chiusino a Manhattan due settimane dopo esserci caduto dentro. Strano accidentale, no? Solo quel caso basterebbe a farci tremare i polsi, ma non finisce qui.
Uno studio del 2022 ha infatti scoperchiato la cruda verità: dal 2007 al 2017, ben 388 pazienti sono finiti al pronto soccorso per cadute nei tombini in tutto il paese, con una media annuale che oscilla tra i 20 e i 49 episodi. E non si tratta di semplice distrazione, ma di incidenti che hanno portato a destini drammatici e in un misero 1% dei casi alla morte.
Il tutto ci ricorda che, mentre i media si dedicano a questioni più “glamour” o a statistiche politiche, sotto il nostro naso la città continua a divorare vittime silenziose attraverso voragini che nessuno – a quanto pare – si preoccupa davvero di chiudere in tempo. Ecco la metropoli moderna: scintillante, pericolosa, imprevedibile. Non si sa mai se a farti cadere nella disperazione sarà un criminale, un incidente stradale… o semplicemente un tombino lasciato aperto.



