Che sorpresa! Nebius ha deciso di inaugurare un nuovo centro dati dedicato all’intelligenza artificiale proprio nella gelida Finlandia. Ovviamente, non uno qualunque: stiamo parlando di uno dei più grandi d’Europa, che si piazzerà nella città di Lappeenranta con una capienza da ben 310 MW. Perché sì, nel fervore della corsa mondiale all’AI, ogni chilowatt conta. Il bello? Prevedono di iniziare a fornire servizi ai clienti entro il 2027. Quindi, meglio iniziare a contare i giorni.
Arkady Volozh, il CEO di Nebius, ci tiene a sottolineare quanto da tempo siano impegnati in Finlandia e quanto questa nuova struttura rappresenti “un’aggiunta significativa” alla loro espansione globale destinata a “raggiungere importanti obiettivi di capacità”. Tradotto: più energia elettrica da smerciare, più potere computazionale da vendere. Tutto nel segno del progresso… o forse del business, ma chi può dirlo?
L’Europa e la sua illimitata voglia di AI (con qualche intoppo)
Non è certo il solo. In tutta Europa abbiamo una valanga di annunci che sembrano usciti da un concorso a chi costruisce il data center più scintillante: la startup francese Mistral ha appena ottenuto un finanziamento da 830 milioni di dollari per un data center a due passi da Parigi. Già a febbraio aveva promesso investimenti da 1,2 miliardi di euro per ampliare la capacità in Svezia.
Più a nord, la britannica Nscale si è sbarazzata di 2 miliardi di dollari di finanziamenti (con una valutazione da capogiro di 14,6 miliardi) per costruire data center noti non solo nel Regno Unito, ma anche in Europa e negli Stati Uniti. E non finisce qui: nel 2025, altri mostri sacri come MGX, Bpifrance, Mistral e addirittura Nvidia si sono messi a progettare un campus da 1,4 GW in Francia, mentre altri si beano di investimenti fino a 9,9 miliardi per un centro AI in Svezia. Perfino OpenAI si sta montando la testa: un data center in stile Stargate in Norvegia, in partnership con Nscale, è già stato annunciato. Insomma, una vera fiera di promesse e cifre spaventose.
Peccato che, nel frattempo, l’Europa si scontra con la dura realtà. Il costo energetico è alle stelle—nettamente più alto che negli States, per inciso—e mettere in collegamento questi colossali centri dati alle reti nazionali o a fonti di energia alternative è un’impresa che definire titanica è un eufemismo. Insomma, paletti e problemi a non finire, mentre tutti fanno a gara ad annunciare il prossimo “campione” dell’AI.
Nebius, con sede centrale nei Paesi Bassi ma quotata negli USA, ha decisamente fatto breccia come uno dei principali “neocloud” europei specializzati in potenza AI. L’obiettivo? Contratti per più di 3 gigawatt entro fine anno. Una fantasia costosa, che ha fatto volare le azioni della società del 2,4% nel pre-mercato.
Nell’area EMEA, Nebius si vanta di aver siglato contratti per oltre 750 MW, compresa una “fabbrica AI” vicino a Lille in Francia, promessa ad una capacità di 240 MW a regime. E per mitigare il sospetto che i giochi si facciano tutti oltreoceano, di recente la stessa azienda ha ricevuto l’ok per un centro dati di scala gigawatt in Missouri, USA. Così, per mantenere viva la tradizione delle previsioni faraoniche che nessuno sa ancora come realizzare.



