Da giovedì 11 giugno, Milano si armerà di ordinanze piene di buon senso per domare l’inesorabile caos della movida, concentrandosi su ben 12 zone “strategiche” dove ovviamente ogni notte è una festa… per gli abitanti disperati. Queste regole, che resteranno valide fino al 2 novembre, sono pensate per limitare gli orari di vendita da asporto, mettere un tappo sugli alcolici e mettere al bando la libertà dei dehors, quei templi dell’estate milanese dove si consuma felicemente il cocktail al tramonto.
Le aree “vittime” di tanto zelo? Prepariamoci: Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como/Gae Aulenti, Garibaldi (ma curiosamente qui si salvano alcune porzioni dove rimane l’ordinanza 2021, perché si sa, la confusione è un’arte), Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca. Un vero e proprio “giro delle fatticelle” per la libertà notturna.
Le regole per domare le notti milanesi
Nei templi del divertimento sopra elencati, da giugno a novembre, scatta il coprifuoco dell’alcol: dalle 22 vietata la vendita di bevande alcoliche per esercizi retail e distributori automatici. Peccato che alle 23.59 invece parta il “fermo immagine” per asporto e somministrazione: non potrai prendere alcolici da portare via da nessun esercizio pubblico o artigiano dopo mezzanotte. Chissà come faranno i milanesi assetati di vita notturna…
Non bastasse, i dehors saranno off limits dall’una di notte nei giorni feriali, e addirittura alle 2 in quelli festivi e nei weekend (già, per chi ama mangiare o sorseggiare con calma, la gioia dei plateatici sparirà presto). Il commercio ambulante è chiamato a fermarsi dalle 20 nelle aree della movida, un capolavoro di tempismo che lascerà i venditori ambulanti rossi di rabbia e i turisti bagnati nel loro tour gastronomico serale.
La ciliegina amara: Lazzaretto-Melzo
Ma a Milano nulla è troppo, tanto che per la zona di Lazzaretto-Melzo arriva una seconda ordinanza ad hoc, fresca fresca dopo la sentenza di un tribunale milanese di novembre 2023. Qualcuno si è lamentato, si è addirittura appellato alla legge perché le “immissioni rumorose” superano ogni decenza; e così il Comune, con la sua proverbiale prontezza, ha reagito con divieti molto molto stringenti.
Qui, niente più vendita o asporto di cibo e bevande, che siano alcoliche o meno, dalle 22 alle 6 del mattino seguente, per ogni negozio, esercizio pubblico, artigiano o distributore automatico. Un vero “regalo” per la notte che si spegne in anticipo, senza possibilità di rimpianti. E non contenti, impongono anche il blocco dell’uso del plateatico dalle 24 alle 6. Perché il silenzio notturno, si sa, è un bene superiore a qualsiasi festa o diritto al divertimento.
In conclusione, Milano si conferma capitale dell’efficienza amministrativa: un mix perfetto di regole pensate per far contenti tutti. O, meglio, per far tacere tutti. Tranne, ovviamente, chi ama contare i bicchieri di vino venduti sotto il naso del Comune.



