È scomparsa a Milano all’età di 86 anni Mimma Guastoni, autentica istituzione dell’editoria musicale italiana, una vera colonna portante che ha sguazzato nel mondo della musica per oltre cinquant’anni. Non una semplice chiave del settore, ma un’intera centrale elettrica che ha alimentato il repertorio contemporaneo e generazioni di compositori e interpreti, mica bruscolini.
La sua epopea professionale si è dipanata soprattutto dentro le mura sacre di Casa Ricordi, dove ha messo i piedi giovanissima e non li ha più tolti, scalando fino ai vertici più alti, direzione generale e amministrazione delegata comprese. Nel suo regno, quel catalogo già di per sé prestigioso si è gonfiato come un pallone d’aria fresca, accogliendo pezzi dei più grandi maestri contemporanei: da Luciano Berio a Luigi Nono, passando per Franco Donatoni, Giacomo Manzoni, Salvatore Sciarrino, Gérard Grisey, Luca Francesconi e Olga Neuwirth. Insomma, un parco giochi delle avanguardie musicali, con tanto di custode inflessibile.
Tra tutte le sue connessioni di potere, spicca il rapporto, al contempo professionale e umano, con il grandioso Luigi Nono, il quale ha goduto del suo sostegno costante durante tutta la sua brillante carriera. Ma non finisce qui: le sue frequentazioni vip includevano anche nomi del calibro di Claudio Abbado, Maurizio Pollini e Riccardo Muti, tutti testimoni di una fede incrollabile nella cultura come ricerca, ascolto attivo e apertura totale verso linguaggi musicali nuovi e, perché no, un po’ spiazzanti.
Dopo aver dettato legge in Casa Ricordi, non le è mai andata stretta la scena: dal 1999 al 2002 ha assunto il ruolo di amministratore delegato di Musica per Roma, contribuendo a far volare il progetto dell’Auditorium Parco della Musica, oggi tempio della musica contemporanea e di sperimentazioni varie. In seguito si è lanciata in una nuova avventura con Rai Trade, continuando a diffondere la cultura musicale come un vero e proprio esercito di evangelizzazione sonora.
Negli ultimi anni non si è mossa dalle sue poltrone di comando nelle istituzioni culturali e sociali di lusso. Era presidente dell’Associazione Teatri per Milano – Invito a Teatro e dell’Associazione Musica al Tempio, nonché vicepresidente di Milano Musica e di Vidas, oltre a brillare come consigliera delle fondazioni più impegnate: Paolo Grassi, Archivio Luigi Nono e Piccolo Teatro di Milano. Insomma, non una vita da pensionata, ma un curriculum da far impallidire qualsiasi manager d’assalto.
Nel 2025, come ciliegina sulla torta, il Comune di Milano le ha conferito l’Ambrogino d’Oro, premio che suona come un conferimento di patente di guida per far girare la cultura milanese a tutta velocità. D’altronde, un riconoscimento così è il minimo per chi ha speso una vita a rendere meno noioso il panorama musicale italiano e, più in generale, la vita culturale della città.



