Ministro Urso fissa l’ultimatum al 15 giugno: il piano o si ritira o si fa la guerra

Ministro Urso fissa l’ultimatum al 15 giugno: il piano o si ritira o si fa la guerra

Un’implorazione tardiva, un ultimatum degno di un film drammatico a basso budget: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha deciso che il piano industriale di Electrolux sarà rimandato a data da destinarsi, o meglio al fatidico 15 giugno. In quella data, la multinazionale degli elettrodomestici dovrà sbattere i tacchi, ritirare la sua bozza di ridimensionamento e sedersi a un tavolo per un “confronto vero”. Come se fino ad oggi fossero stati a chiacchierare del più e del meno.

Naturalmente, lo scopo è nobile: difendere i lavoratori e i nostri gloriosi stabilimenti italiani, gli impianti delicati come una teca di cristallo. Urso ha infatti chiesto a Electrolux di fare un passo indietro, anzi, un gran balzo verso un nuovo piano industriale, basato su investimenti copiosi, innovazione entusiasta, e salvezza dell’occupazione, perché “la ricchezza vera è fatta di posti di lavoro” (disse nessuno mai).

Chiedo all’azienda di ritirare il piano presentato oggi al tavolo e di aprire un confronto vero, per costruire insieme una soluzione industriale condivisa e sostenibile. Serve un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione.

Sei pronto a imparare da Beko?

Il Governo, sempre generoso con i suggerimenti altrui e le soluzioni patentate, si è offerto di intervenire con tutti gli strumenti possibili per evitare l’ennesimo disastro occupazionale. Chiaro riferimento all’”esemplare” risoluzione della crisi di Beko, un’altra vertenza “complicata”, che si è miracolosamente trasformata in una “vittoria” per le parti coinvolte, quasi da favola moderna.

Adolfo Urso ha sbottato:

“Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Anche nelle crisi più difficili si può arrivare a un accordo che eviti licenziamenti, mantenga aperti gli stabilimenti e dia prospettiva produttiva. Lo abbiamo dimostrato con Beko. Anche in questo caso lavoriamo insieme, con responsabilità”.

Ecco, una vera magia. Basta volerlo. Come in quei film dove un eroe improbabile trasforma una situazione disperata in un lieto fine, grazie al potere sacro del “fare squadra” e della “responsabilità”. Nel frattempo, la palla rimane nel campo di Electrolux, che può scegliere se accettare il confronto o continuare a fare la voce grossa fino a uno scontro inevitabile.

I sindacati e le istituzioni locali, probabilmente non tanto fiduciosi ma comunque obbligati a sperare, attendono il 15 giugno come se fosse la data di un esame finale. Con il fiato sospeso, sperando che la multinazionale decida di scendere dal ring e tornare a negoziare senza tirar fuori il coltello.