Milano trasformata in ring per la faida tra Latin Kings e MS13: chi ha davvero sparato?

Milano trasformata in ring per la faida tra Latin Kings e MS13: chi ha davvero sparato?

La Squadra Mobile di Milano non ha perso tempo e ha già messo sotto torchio una rete di giovani sospetti, tutti rigorosamente freschi di età, dai 19 ai 22 anni, perché niente dice “crimine organizzato” come una baby gang ben assortita. Nell’operazione, trionfo della tempestività, si contano già numerose perquisizioni, un fermo valido, sette indagati sulla carta e un irresistibile gioco a nascondino con un altro ricercato sfuggente.

Il tafferuglio e la vendetta: la tragicomica ricostruzione

Tutto ha avuto inizio nel bel mezzo del pomeriggio milanese, con un scontro degno di un reality show tra due delle gang latine più celebri e rispettate in città: i Latin Kings e la famigerata MS13 (Mara Salvatrucha). Ovviamente sono stati i Latin Kings a fare la figura di quelli messi peggio, sconfitti e umiliati come nei peggiori film di serie B.

Come ogni dramma shakespeariano che si rispetti, i Latin Kings hanno deciso che vendetta doveva esser fatta, costasse quel che costasse. Così, uniti come una setta, si sono messi a caccia dei colpevoli per ripagare “l’affronto”.

Ed eccoci arrivati alla parte migliore: la povera vittima, innocente come un giglio, si trovava semplicemente in compagnia del padre, del fratello e di un amico, quando il gruppo di giovani cacciatori lo ha scambiato per uno della MS13. Di lì a poco, l’incontro è degenerato da un alterco urlato a un agguato mortale nel tempo di mezz’ora. Una furia cieca, tutto basato su un colossale errore di persona che avrebbe fatto ridere se non fosse stato così drammatico.

Caccia ai fuggitivi e indagini semi-inutili

Ovviamente la Squadra Mobile tiene stretta la sua versione dei fatti come un libro sacro, ma le indagini continuano – chissà poi perché, visto che sembra tutto già abbastanza chiaro. I prossimi capitoli di questo spettacolo saranno garantiti dagli interrogatori, oppure dall’identificazione di altri attori di questa tragicommedia, tra cui i membri della MS13 coinvolti nel tafferuglio pomeridiano.

Però, sorpresa delle sorprese, alcuni tra i protagonisti chiave del film criminale sono già spariti dalla scena, evadendo Milano e probabilmente l’Italia stessa. Tre o quattro persone considerate “fundamentali” per chiudere il cerchio investigativo hanno scelto la fuga, preferendo il ruolo di fantasmi a quello di comparsa nei futuri processi.

Un classico intramontabile: in una città che tenta di combattere la violenza con strumenti da dilettanti, la giustizia procede a tentoni mentre i “ladri di scena” se la godono altrove. L’apoteosi della tragicità e dell’assurdità italiana.

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