L’ultima meraviglia immortalata da Valerio Minato non è stata un colpo di fortuna degno di un turista spaesato, bensì il frutto di cinque lunghissimi anni di vero e proprio stalking astronomico. Non una semplice fotografia, ma un’epopea scientifico-geografica partita nel 2021, con tentativi più numerosi di quanti siano i puntini sulle stelle che ha studiato. «Ogni alba lunare, osservata da angolazioni diverse, mi ha obbligato a calcolare punti di vista sempre nuovi», rivela il protagonista su un social che, immancabilmente, non poteva mancare nel racconto del suo capolavoro. La caccia? Dalla serena Serra di Ivrea fino al Lago Maggiore, l’impresa ha preso l’avvio con una petulanza quasi commovente, culminata nel momento in cui, a 65 chilometri dal cuore pulsante di Milano, l’allineamento cosmico e la nitidezza atmosferica hanno concesso finalmente il loro segreto.
«Non meno di una dozzina di tentativi», si lamenta quasi lui, senza risparmiare dettagli macchinosi: alle equazioni per l’allineamento si sono aggiunte la compensazione della curvatura terrestre e un’ossessione quasi maniacale per condizioni di aria così limpida da farne una nuova ossessione sociale. Tutto per distinguere, come in una improbabile sfida tra vista da supereroe e realtà, i minimi particolari dello skyline a una distanza che farebbe girare la testa anche a un drone professionale.
Il risultato, magicamente, lascia nuovamente a bocca aperta. Dalle alture di Nebbiuno, provincia di Novara, affacciato sul Lago Maggiore, Minato ha incorniciato un disco rosso infuocato, ovviamente lunare, perfettamente incastonato dietro i grattacieli milanesi: la Torre Unicredit, quel Duomo che si ostina a mostrare la sua Madonnina come una gemma invidiata da tutti, le torri scintillanti di CityLife, fino al maestoso Palazzo della Regione. «Ci ho fatto corpo e anima molte volte», racconta, «ma mancava sempre quel maledetto pezzo di puzzle che faceva scattare l’immagine definitiva».
Fino al 2 maggio 2026, giorno santo per i fan della fotografia “oltre i limiti”. Quel giorno non solo il progetto ha vinto contro il caos temporale e atmosferico, ma ha fatto anche di più: un aereo commerciale, un Boeing 737-800 di Ryanair, volo FR8326 in partenza da Malpensa e diretto a Budapest, ha attraversato l’obiettivo celeste proprio durante lo scatto. Lo spettacolo dell’allineamento con aggiunta di un cameo aereo ha generato un’immagine degna di un film d’autore – o quantomeno di una serie tv binge-watchabile per gli appassionati di dettagli e coincidenze, noti anche come compulsivi della foto perfetta.
Quando Arte e Ossessione si Incontrano
Minato, maestro riconosciuto della fotografia naturalistica e paesaggistica, ha costruito una carriera su questa forma di precisione quasi geometrica che manifesta in ogni scatto. Non è un semplice artista, ma un vero e proprio investigatore dell’universo, capace di catturare allineamenti astronomici con un’accuratezza degna di un orologiaio svizzero. Quando non sta contando albe lunari, si dedica a immortalare scorci come quello celebre che gli ha valso i complimenti e il premio «Astronomy Picture of the Day» da parte della NASA, il Natale del 2023: la perfetta triade visiva tra la Basilica di Superga, il profilo dell’imponente Monviso e il nostro caro satellite naturale, la Luna.
In sintesi, se avevate pensato che bastasse premere il pulsante di scatto e affidarsi al talento, beh, la storia di Valerio Minato vi dimostra invece che dietro un’immagine mozzafiato c’è una lunga saga di matematica, pazienza e, soprattutto, una robusta dose di… follia scientifica. Perché se la Luna, da sola, non basta a incantare, basta aspettare un Boeing in volo per trasformare la fotografia in un vero capolavoro del destino e dell’ossessione.



