Un flash mob, perché quando le piscine cadono a pezzi, non c’è niente di meglio che radunarsi per reclamare con gran clamore contro quei fastidiosi privati che osano anche solo pensare di mettere mano alla ristrutturazione. Questa è la splendida iniziativa di Sai che puoi?, che pretende a gran voce che il Comune di Milano si occupi direttamente della rinascita della piscina Scarioni. L’appuntamento è fissato per giovedì 28 maggio alle 18:30 in via Valfurva 9, proprio davanti all’ingresso della piscina nel quartiere di Pratocentenaro. E non è che chiacchiere: la raccolta firme è stata un trionfo con circa 11.500 ispirati sottoscrittori.
Ma attenzione, non si tratta solo di contestare la partnership pubblico-privato proposta. Sai che puoi? ha persino il coraggio di polemizzare su dettagli progettuali – come la sfacciata idea di realizzare due vasche al posto delle tre originarie – e sulle nuove tariffe d’ingresso. Ah, e soprattutto sulla magnifica trovata di buttare giù il vecchio immobile. Geniale, no?
Come sarà la piscina Scarioni secondo i geni del progetto
Chiusa da anni, la piscina Scarioni avrebbe dovuto rinascere grazie a un brillante progetto di partnership pubblico-privato firmato dai super-efficaci di Go Fit. Poteva consistere in un investimento ciclopico da 23,5 milioni, con un canone annuo di 70mila euro “a regime” (dopo quattro anni di gloria) in cambio di una concessione lunga ben 42 anni. La tempistica? Ovviamente i lavori dovevano iniziare entro l’estate del 2026 per riaprire nel fatidico 2028, giusto in tempo per i Mondiali di nuoto immaginari.
Peccato che la prima proposta di Go Fit sia stata definita “non idonea” (eufemismo bello grosso). E, come se non bastasse, i tempi si sono allungati all’infinito tanto che a fine maggio 2026 il progetto definitivo neanche sfiora l’orizzonte. Ma tranquilli, i prezzi per entrare saranno intorno ai 12 euro nei giorni feriali e un generosissimo 18 euro nei festivi, con sconti per anziani e poveracci a basso ISEE, senza dimenticare l’immancabile offerta di abbonamenti individuali e familiari. Una vera piscina per tutti, insomma.
Pirovano e il Municipio 9: “Risorse? Quelle ci sono, ma vogliamo lasciare tutto pubblico”
Anita Pirovano, la signora che presiede il Municipio 9 e che ha una passione smodata per la politica di Sinistra Italiana, ricorda con dolcezza:
“A inizio mandato ci hanno raccontato la favola del partenariato, l’unica strada possibile perché il Comune non aveva un soldo. Dopo cinque anni, siamo più o meno allo zero assoluto. Nel frattempo hanno trovato i soldi per altre piscine come la Cardellino e l’Argelati, ma per la Scarioni ancora niente progetto.”
La signora Pirovano aggiunge con la saggezza di chi spera contro ogni evidenza:
“Se oggi trovare risorse non è più un problema come una volta, forse è il momento di ammettere che ci siamo ricreduti. Quando si è deciso di vendere il Meazza, benché fossi contraria, speravo almeno che una parte di quei soldi servisse per trovare quei benedetti 17 milioni per rimettere a nuovo la Scarioni, con tutta la sua incredibile storia, dal cinema alla tradizione operaia di questa città.”
Le tariffe? Troppo alte anche per il centrosinistra
Per aggiungere un tocco di tragicommedia, c’è anche Tommaso Gorini, il presidente della commissione sport di Palazzo Marino e portavoce di un verde forse troppo idealista. Anche lui pare abbia individuato una fonte di soldi quasi magica: i 100 milioni dell’Olimpiade invernale, pronti a tornare nelle tasche del Comune, come un tesoro nascosto. Ma la maggioranza in consiglio di certo non ha mostrato entusiasmo per la sua brillante idea.
Nel folle estate del 2025, Gorini ha visto bocciare da colleghi più pragmatici un ordine del giorno con richieste anche piuttosto modeste: mantenere tariffe comparabili a quelle di Milanosport e garantire vasche almeno della stessa ampiezza di quelle precedenti. E indovinate un po’? Solo lui, la collega verde Francesca Cucchiara e il consigliere di gruppo misto Enrico Fedrighini hanno votato a favore. Evidentemente, difendere i cittadini non è tipo da molti politici.



