Azioni Ferrari giù dopo l’auto elettrica, ma Citi vi tranquillizza: nulla di cui preoccuparsi troppo

Azioni Ferrari giù dopo l’auto elettrica, ma Citi vi tranquillizza: nulla di cui preoccuparsi troppo

Ah, Ferrari ha finalmente lanciato la sua prima auto completamente elettrica, la “Luce”. E come sempre quando si toccano le corde sacre di questa storica casa automobilistica, la reazione non si è fatta attendere: il titolo in borsa è precipitato più dell’umore di un pomeriggio piovoso a Maranello. Calo di oltre l’8% dopo l’esordio di questa cinque posti da… 550.000 euro, cifra che fa sorridere e piangere contemporaneamente. La borsa di Milano ha cercato un breve rimbalzo mattutino, ma alla fine si è arresa e ha chiuso la giornata con un leggero segno meno.

Non preoccupatevi però, gli analisti auto si affrettano a dire che è “troppo presto per disperarsi”. Insomma, il panico è un lusso che non possiamo permetterci, perché, di carenze in titoli del Cavallino, ce ne sono già abbastanza.

Il CEO Benedetto Vigna ha definito il lancio della Luce “un giorno molto, molto importante”, quasi fosse la rinascita del marchio sulla Terra. Una nuova era. Magari. Nel frattempo, la comunità automobilistica ha preferito concentrarsi sull’aspetto fin troppo anticonvenzionale dell’auto, mettendo sotto accusa non solo il design, ma anche la possibilità che questa novità elettrica possa diluire il ritorno sugli investimenti per gli azionisti già scottati.

Una Luce tra scetticismo e design “innovativo”

Gli esperti di RBC Capital Markets hanno subito sottolineato come gli investitori siano “preoccupati per il design della Luce, che privilegia l’aerodinamica a discapito della deportanza, fattore importante per i valori residui dell’auto”. La stessa preoccupazione che si era avvertita nel 2022 con la Purosangue, che invece ha sorpreso tutti diventando un vero e proprio best seller, con domanda che supera l’offerta. O chiamiamola pure “FUV”… Ferrari Utility Vehicle. Che roba.

Insomma, se la Purosangue ha infranto il giuramento sacro di non costruire mai un SUV, ora la Luce sembra voler rompere con ogni tradizione estetica del marchio. Tuttavia, sottolinea ancora il rapporto, l’esperienza di guida rimane “fedele al brand”. Specie se consideriamo che la produzione è stata decisa di fare tutta in casa, rigorosamente a Maranello, con un design firmato LoveFrom, la famosa agenzia creata dal guru Apple Jony Ive. Innovazione fino in fondo, quindi, o forse solo esperimenti estrosi.

I critici: “Uno scandalo”

Naturalmente, non potevano mancare le “voci autorevoli”. Luca di Montezemolo, l’ex presidente che ha lasciato il timone nel 2014 e ora siede nel consiglio di un concorrente assai agguerrito come McLaren, ha avuto parole di fuoco: la Luce sarebbe una “vergogna” per la gloriosa storia della Ferrari. E con grande classe ha auspicato di togliere il simbolo del Cavallino Rampante da… questa fantasmagorica creazione.

Da non perdere anche il commento del vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha trovato la Luce semplicemente “oltraggiosamente costosa” e, come se non bastasse, un pugno nell’occhio dal punto di vista estetico. “Non sembra proprio una Ferrari,” ha tuonato su X, sfidando chiunque a immaginare cosa avrebbe detto l’immortale Enzo Ferrari davanti a questo guazzabuglio futurista.

La sfida elettrica tra i giganti del lusso

Gli analisti di Citi colgono il momento per mettere in guardia sul rischio di questa transizione alle auto elettriche per i brand più esclusivi. Quando altri giganti come Bentley, Lamborghini e Aston Martin hanno rimandato i loro modelli BEV (Battery Electric Vehicle), la mossa audace di Ferrari ha messo in evidenza le insidie di un mercato limitato a una clientela super-ricca, tradizionalmente fedele al rombo dei motori a combustione.

Secondo Citi, la quotazione di Ferrari si è sentita già un po’ sotto pressione, complici aspettative di crescita degli utili decisamente modeste per i prossimi cinque anni. “Anche fuori dalle normative europee sulle emissioni, la domanda globale di auto si divide sempre più tra motori termici e BEV,” osservano. E nessuno, nemmeno Ferrari, può far finta di non vedere questa realtà all’orizzonte. Rimane da scoprire se la Luce riuscirà a risolvere il rompicapo della transizione elettrica o se serviranno più di 550.000 euro per risolvere questa enigmatica sfida.

Nel frattempo, gli utili continueranno a essere spinti soprattutto dai modelli a combustione per un futuro alquanto prevedibile. Largo quindi alle vecchie glorie, mentre la Luce resta lì, in attesa di vedere chi la amerà davvero e chi la lascerà parcheggiata in attesa di tempi migliori.

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