Milano ci prova ancora: dopo un dozzina d’anni l’omicida di via Padova si fa beccare in Colombia, applausi ironici compresi

Milano ci prova ancora: dopo un dozzina d’anni l’omicida di via Padova si fa beccare in Colombia, applausi ironici compresi

Finalmente, dopo ben dodici anni di fuga degna di un film d’azione a basso budget, è stato catturato Julio Alberto Aquino Aquino, trentaseienne dominicano e latitante internazionale per un omicidio che ha fatto scalpore a Milano. Il fortunato protagonista di questa saga è accusato dell’omicidio di El Sayed Abdou Ahmed Mamdouh Abdel Aziz, un diciannovenne egiziano pugnalato nel cuore dell’inverno del 2010 in via Padova. Un colpo di scena che rompe una lunga carriera da esperto fuggitivo.

La cattura è avvenuta all’alba dell’8 maggio, non in una tranquilla cittadina italiana, ma in Colombia, grazie a una collaborazione buttata lì tra il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia italiana, la Policia Nacional Colombiana e gli uffici Interpol di Bogotà e Santo Domingo. Tutto ciò nell’ambito del fantasmagorico progetto “Interpol support to El Paccto 2.0”, che mira a stanare i latitanti tra Europa e America Latina, perché evidentemente dodici anni non erano abbastanza per arrestarlo da queste parti.

Il delitto che ha infiammato Milano

La scena risale a una serata di quindici anni fa, quando una qualunque rissa tra bande di giovani stranieri in via Padova è degenerata in tragedia. El Sayed è stato raggiunto da un colpo fatale, un coltello che ha sfondato cuore e polmoni, trasformando un litigio in un momento che ha riscritto la cronaca locale.

Non pensiate a un episodio isolato, però: quell’assassinio ha scatenato una vera e propria rivolta nel quartiere, con tensioni così alte da trasformare via Padova nel centro nevralgico delle cronache nazionali per giorni. Insomma, una crisi sociale, una scintilla che ha fatto esplodere contrasti tra comunità nordafricane e residenti locali, in un cocktail di scontri e nervi scoperti degni di un reality show.

Una latitanza quasi epica

Julio Alberto Aquino Aquino non è un semplice latitante: è il vincitore morale della maratona della fuga, con un ordine di carcerazione che pendeva sulla sua testa sin dal dicembre 2014, firmato dall’Ufficio esecuzioni della Procura di Milano. Condannato in via definitiva a 10 anni e 4 mesi per omicidio in concorso, rissa, porto di armi e lesioni aggravate, ha saputo sfuggire a ogni controllo con un’agilità da maratoneta.

Nel 2013, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano l’avevano localizzato nella sua patria, la Repubblica Dominicana, ma come in un gioco di prestigio degno di un mago novello Houdini, l’uomo è riuscito a svanire nell’aria poco prima che la giustizia italiana lo mettesse sotto il microscopio. Da lì ha intrapreso un elegante tour sudamericano che ha fatto impallidire sia le forze dell’ordine che qualsiasi sistema di tracciamento GPS.

Ora si sogna l’estradizione

Oggi, il nostro eroe si trova chiuso in una cella di un carcere colombiano, probabilmente ricco di comfort se paragonati alla sua precedente vita da fuggitivo. Nel frattempo, sono già al lavoro le solite procedure burocratiche per l’estradizione che lo riporteranno tra le fredde mura italiane, dove dovrà finalmente scontare la sua condanna. Speriamo solo che questa volta non si inventi una nuova fuga da copione, magari con qualche complice sudamericano e una trama degna di un thriller internazionale.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!