Milan ancora indeciso mentre il Feyenoord si infila nella corsa su Glasner come se fosse un affare lampo

Milan ancora indeciso mentre il Feyenoord si infila nella corsa su Glasner come se fosse un affare lampo

I tempi non si accorciano, anzi sembrano allungarsi all’infinito. Sono passate due settimane dal licenziamento di Massimiliano Allegri, Tare, Moncada e Furlani, e il Milan ancora non riesce a mettere insieme una catena di comando decente. Naturalmente, c’è Cardinale che, assistito dal glorioso Ibrahimovic, si perde in un mare di riflessioni, come se cercasse l’illuminazione divina per sistemare una squadra che pare più un mosaico rotto che un collettivo. Dopotutto, dopo anni di faide interne, pensare di trovare subito un’intesa perfetta tra i nuovi nervi centrali è praticamente la missione impossibile.

E così, si susseguono riunioni da maratona, dove si valuta di tutto: dalla scelta dei profili sportivi fondamentali (che dovrebbero sapere come si gioca a calcio) fino a quelle delle figure chiave che dovrebbero convincerci che stiano tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Il miracolo sarebbe porre fine a stagioni di litigi da corridoio tra Casa Milan e Milanello. La stima iniziale parlava di una settimana, o massimo dieci giorni, per scegliere. Stiamo invece raschiando quota quindici giorni di temporeggiamenti imbarazzanti. Ah, e mentre si perde tempo prezioso, arriva la notizia che altri club hanno messo gli occhi sugli stessi obiettivi rossoneri.

Prendiamo il caso del Feyenoord, per esempio, che ha deciso di puntare su Glasner per sostituire il defenestrato van Persie. Fortunatamente per il Milan, l’ex allenatore del Crystal Palace sembra preferire i rossoneri, almeno per ora, a scapito di vetusti pretendenti come Iraola e Slot, rispettivamente scelti da Liverpool e da… prendersi una pausa dalla frenesia calcistica.

Ma ovvio, Cardinale (che – diciamolo – ha preso parte a quasi tutti i colloqui, mentre il buon Ibrahimovic si è presentato solo a qualche incontro come ospite d’onore) deve sbrigarsi a chiudere con Glasner e anche con Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. Solo che questa fretta va a sbattere contro un muro di richieste e pretese di un uomo che, guarda caso, è uno degli artefici della rinascita calcistica austriaca e tedesca degli ultimi anni – non a caso già corteggiato da Ivan Gazidis nel 2020, a dimostrazione che sono passati anni e il cerchio delle indecisioni non si chiude mai.

Il nuovo termine per tirare le somme è fissato verso la fine della settimana in corso: si dice che la selezione sia entrata in una fase finale delle trattative con i candidati, dopo una prima scrematura che ha lasciato qualche superstite in lista. Del resto, non si possono nemmeno temporeggiare ancora di più. Oltre a rassicurare l’ambiente, è imprescindibile dare stabilità a una rosa che sta mostrando segni di inquietudine.

Leao è già nella fuga, Modric non c’è più, Rabiot è in bilico, e Maignan fa gola al Chelsea. Insomma, la squadra potrebbe disgregarsi in pezzi, nonostante tenga ancora il primato di avere ben 10 giocatori convocati per la prossima Coppa del Mondo, record in Serie A. Quel che è certo è che non qualificarsi nemmeno per la Champions League è stato un fallimento enorme, anche per una rosa ampiamente da prime quattro, che tuttavia il buon Allegri cercava goffamente di sminuire con dichiarazioni al limite dell’ingenuità.

Questo flop sportivo rischia di avere ripercussioni anche sul lato commerciale – non solo sul portafoglio per gli introiti sfumati dei premi UEFA – perché i contratti con gli sponsor prevedono clausole molto esplicite: niente Champions, meno soldi. E quindi, benvenuti in questa bella giostra di inefficienza, disperazione e veleni latenti che sta scuotendo un club che dovrebbe splendere e invece procede a passi lentissimi verso l’ennesima crisi annunciata.

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