Lufthansa alle prese con quasi 2 miliardi di extra carburante grazie alla guerra in Iran: ecco come i cieli pagano il conto più salato

Lufthansa alle prese con quasi 2 miliardi di extra carburante grazie alla guerra in Iran: ecco come i cieli pagano il conto più salato
Lufthansa si prepara a ingoiare un boccone amaro: 1,7 miliardi di euro in più per il carburante nel 2026. Applausi. Per carità, un dettaglio da niente, soprattutto considerando che la crisi nel Medio Oriente pare aver portato il prezzo del jet fuel alle stelle, trasformando un volo in un investimento di nicchia.

Lanciando i numeri del primo trimestre, Lufthansa ci tiene a precisare che ha coperto l’80% del fabbisogno di carburante con hedging. Tradotto: grazie a qualche trucco finanziario evita il peggio. Peccato che il conto finale sia comunque uno stratosferico +1,7 miliardi di euro, ma niente panico, hanno in serbo “misure di risparmio” – perché tagliare quel che si può è sempre trendy – e puntano a guadagnare qualche spicciolo in più vendendo più biglietti. Fantastico, no?

Per il trimestre in oggetto, le perdite operative rettificate ammontano a 612 milioni di euro. Il fatturato cresce – da 8,1 a 8,7 miliardi – un’inezia, ma sempre meglio che niente. Il reddito netto però scende, passando da 885 a 665 milioni. Insomma, ci si lamenta ma quel tanto che basta per non chiudere bottega.

Carsten Spohr, il CEO, ha commentato così:

“Nel primo trimestre abbiamo migliorato sensibilmente i risultati rispetto all’anno scorso. Ma la crisi in Medio Oriente, assieme ai prezzi del carburante in aumento e ai vincoli operativi, rappresenta un’enorme sfida per il mondo, per il trasporto aereo globale e per la nostra compagnia. Siamo però resilienti e capaci di assorbire questi impatti.”

Che poetico. Una resilienza mica da poco, tipo l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri, o il viaggiatore disposto a strapagare un biglietto sperando di non rimanere a terra.

Europei in crisi di carburante… e di buon senso

La situazione europea si fa drammatica, e se non fosse per la tragicommedia, sarebbe quasi comica. Blocco dello Stretto di Hormuz: una pietra al collo per l’approvvigionamento del jet fuel. Il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol, ha lanciato l’allarme: l’Europa rischia di rimanere senza carburante nelle prossime settimane. Nel frattempo, il prezzo del carburante per aerei è schizzato del 103% a marzo rispetto al mese precedente. Per chi ama i drammi economici, questa è una chicca.

Lufthansa, per minimizzare qualche danno, ha deciso di tagliare ben 20.000 voli a corto raggio per risparmiare 40.000 tonnellate di carburante e, ovviamente, fermare quel dannato volo inutile che costa più di quanto ricava.

Nel frattempo, i concorrenti europei di Lufthansa non stanno certo meglio. Prendete EasyJet, che ha fatto sapere di aver preso una bella batosta con 25 milioni di sterline in più da pagare solo per il carburante a marzo. Il risultato? Una perdita trimestrale da zone da brivido, tra i 540 e i 560 milioni di sterline.

Voglia di volare? Dimenticatela, perché i clienti prenotano all’ultimo, con fiducia in picchiata rispetto all’anno scorso. Il bello poi è che EasyJet ha coperto solo il 70% del carburante dell’estate, lasciando il restante 30% ad apprezzare la bella volatilità dei prezzi. Autentica strategia vincente.

L’Europa cerca carburante a destra e a manca

Birol ci regala il micidiale update: con l’estate alle porte la richiesta di jet fuel aumenterà del 40% rispetto a marzo. E chi rifornisce l’Europa? Beh, circa il 75% proviene dal Medio Oriente, le cui raffinerie sono ‘alle prese’ con restrizioni varie e blocchi.

Il resto arriva da grandi Paesi asiatici, anch’essi alle prese con limitazioni all’export. Nel bel mezzo di questo caos, l’Europa ora corre disperatamente a chiedere carburante a Stati Uniti e Nigeria. Un cocktail di emergenza che ci lascia intuire quanto sia fragile il sistema. Se la situazione non migliora, preparatevi a vedere aeroporti pieni di giacche a vento e telefonini in mano, con passeggeri che sperano in qualche miracolo last minute.

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