Naturalmente, per convincere le aziende a lanciarsi in questa avventura regionale, sono stati promessi crediti d’imposta, procedure accelerate per autorizzazioni e una pioggia di fondi pubblici da ben 100 milioni di euro. Perché niente attira di più gli investitori del denaro pubblico buttato sul tavolo con le promesse di vita facile. A rappresentare l’ambizioso comparto imprenditoriale c’era il Direttore Generale di Unindustria, Massimiliano Ricci, che non ha perso occasione di lanciare l’ennesimo spot celebrativo sulla ZLS.
Massimiliano Ricci ha annunciato:
“La ZLS semplifica la vita delle imprese, è un altro tassello importante sia per le opportunità che crea, sia per le aziende che vogliono investire nel Lazio. Noi abbiamo lavorato tantissimo con la Regione, abbiamo perimetrato tutte le aree industriali del Lazio, ora partiamo dal credito d’imposta e poi con le semplificazioni.”
Peccato che questa nuova meraviglia della burocrazia italiana arrivi quando le imprese già arrancano con una miriade di altri incentivi, leggi, e perizie da rispettare. Bisogna ammettere, però, che un premio per la “vita semplificata” delle imprese nella terra famosa per la lenta agonia amministrativa è una bella prova di fiducia. Quanto durerà prima che qualche beffardo cavillo normativo azzeri tutti questi “benefici”? Ma almeno il filtro dell’onestà politica è preservato: chi meglio di un presidente regionale e i suoi assessori possono fare miracoli con tempi ridottissimi e fondi pubblici che sembrano un miraggio?
Stiamo a vedere se questa gigantezza dell’agevolazione sarà l’occasione per altre aziende di prendere coraggio e piantare bandierina nel Lazio, o sarà solo l’ennesimo effetto annuncio destinato a riempire pagine di comunicati stampa e nulla più. Nel frattempo, i cittadini e le imprese locali aspettano che questa “zona semplificata” non si trasformi nell’ennesimo labirinto di promesse disattese.



