La rivoluzione AI spacca tutto e batte il boom delle dot-com di 50 volte, parola di Masayoshi Son di SoftBank

La rivoluzione AI spacca tutto e batte il boom delle dot-com di 50 volte, parola di Masayoshi Son di SoftBank

Il CEO di SoftBank, Masayoshi Son, ha deciso di fare una predizione degna del miglior oracolo del terzo millennio: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è cinquanta volte più grande della ben nota rivoluzione delle dot-com degli anni 2000. Niente di meno, ovviamente.

Durante un’intervista a CNBC da Parigi, Son non ha avuto mezze misure: ha spiegato che l’investimento di 75 miliardi di euro nella costruzione di infrastrutture per l’IA in Francia – con un capacità dati di 5 GW – è solo l’inizio di una trasformazione galattica. Insomma, un’inezia, se paragonata a quello che lui chiama «il più grande rivoluzione tecnologica mai vissuta dall’umanità», praticamente l’alba di internet versione 2.0.

Con quella brillantezza tipica dei guru del tech, Son ha paragonato a costo nulla la crisi delle dot-com: uno scherzetto doloroso che in realtà non era nulla di significativo rispetto all’espansione futura. Qualcosa come un piccolo malessere passeggero rispetto ad un boom secolare da capogiro.

Non pago, ha tirato fuori pure il rassicurante riferimento storico al crollo del 1929: “Il mercato delle automobili e dell’elettronica è crollato, certo, ma poi per i 100 anni successivi ha registrato una crescita enorme”. Insomma, se perdi un po’ oggi, calma e gesso, perché domani la tua fortuna salirà alle stelle. Questa vorremmo vederla, eh.

Il nostro profeta giapponese guarda lontano e con nonchalance: “Ci sarà inevitabilmente una correzione, ma per me questa è l’occasione d’investimento dell’anno”. Un invito mascherato da consiglio illuminato, che potrebbe generare qualche piccolo mal di testa per i più cauti.

Un impero di investimenti a prova di… futuro (almeno così dicono)

La matrioska degli investimenti di SoftBank si allarga grazie alla partnership con OpenAI nel progetto Stargate, in cui si sta costruendo un’infrastruttura IA negli Stati Uniti.

Ma Son è prontissimo a tranquillizzare chi pensa che il colosso sia troppo esposto in OpenAI: quella rappresenta solo il 20% del valore netto del portafoglio del gruppo, mentre la vera star, il gigante inglese del design di semiconduttori Arm, occupa oltre la metà. C’è da stare sereni, si direbbe.

Inoltre, il CEO fa capolino anche sul futuro imminente di OpenAI, che potrebbe fare il botto con un’IPO a breve, garantendo che “sarà un successo strepitoso”. Perché ovviamente, ogni novità nel mondo della tecnologia è sempre una garanzia di gloria e soldi infiniti.

Europe, il nuovo Eldorado dell’IA

Non poteva mancare un mega progetto dal valore stellare: 3,1 GW di centri dati in Hauts-de-France entro il 2031, distribuiti tra Dunkerque, Bosquel e Bouchain. Perché se gli States sono già saturi, l’Europa deve assolutamente avere la sua fetta di… caricabatterie per computer.

Con un tono entusiasta e un po’ trionfante, Son ha dichiarato durante l’incontro stampa con il presidente Emmanuel Macron: “Abbiamo già un gran movimento negli Stati Uniti, ora spingiamo forte per fare della Francia il centro europeo dell’IA, perché l’Europa ha proprio bisogno di questa tecnologia”. Scommettiamo che l’Europa non filava così un bel progetto dal dopoguerra?

E se state pensando “Ma con quali soldi?”, ecco la chicca: il grosso dell’investimento sarà fatto con finanziamenti di progetto, non con fondi propri. Insomma, i soldi veri arriveranno dagli ordini d’acquisto di clienti già “fidati”. Che affidabilità, non c’è che dire.

Il gruppo giapponese ha stretto cordata pure con Schneider Electric, uno dei big dell’ingegneria francese, per costruire un polo produttivo industriale di grande scala a Dunkerque. Così, tutto su misura, per mettere in riga la concorrenza e tenere alto il vessillo della supremazia digitale.

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