Il mio nome in corsa a Milano? Solo un premio di consolazione mentre con Vannacci siamo agli antipodi

Il mio nome in corsa a Milano? Solo un premio di consolazione mentre con Vannacci siamo agli antipodi

Che gioia scoprire che il nome di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, è stato delicatamente sussurrato come possibile candidato sindaco di Milano. Dai, una vera novità! In un’intervista su Antenna 3 – Telelombardia, Lupi si lancia in una profonda analisi sulla situazione di Milano, una città che il centrodestra tenta disperatamente di “governare” da ben 15 anni senza mai prenderne davvero il controllo. Il segreto, ovviamente, è capire cosa non va e se il centrodestra abbia davvero un progetto credibile per il futuro milanese. Spoiler: Lupi ha la risposta, ed è qualcosa di davvero sorprendente: serve la politica!

Insomma, dopo così tanti anni di fallimenti, la soluzione magica sembra essere una figura politica – roba che nessuno aveva mai considerato prima. E chi meglio di lui, il paladino della politica, può incarnare questa speranza? Ma non finisce qui: Lupi si racconta come il figlio ideale degli immigrati abruzzesi che, con le loro valigie di cartone, sono arrivati a Milano negli anni ’50 e sono diventati l’emblema di quell’ascensore sociale che la città avrebbe offerto. Un’immagine poetica, quasi commovente, pensata per fargli guadagnare qualche punto simpatia.

Ovviamente, essere evocato come candidato è un “riconoscimento personale” che farebbe battere il cuore dei suoi genitori, fieri del loro figlio eroe di origini umili. Se questo non è motivo di orgoglio, che cos’altro allora?

E poi l’inevitabile segno di sportività e democrazia: ringrazia Ignazio La Russa e altri amici che hanno pronunciato il suo nome – mica per mettersi in mostra, no, ma perché, beh, il clima è di squadra. L’importante è “lavorare insieme” per scegliere la persona più adatta a tradurre queste grandi, ma vaghe, idee in un progetto per Milano. Naturalmente, quando questo salvatore sarà individuato, tutti – sì, proprio tutti – gli staranno al fianco. Chiunque essa sia.

Nel toccante momento dell’intervista è stato chiesto a Lupi cosa pensasse di Roberto Vannacci. Risposta fulminea e netta: “Non condivido le idee che propone. Io sono al Polo Nord e lui al Polo Sud.” Traduzione? Due mondi inconciliabili. Ovviamente, perché sarebbe troppo facile andare d’accordo nella politica italiana.

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