Il genio del crimine di via Carnia finalmente sotto torchio dal gip

Il genio del crimine di via Carnia finalmente sotto torchio dal gip

Che dire della straordinaria serata del 20 maggio a Milano? Un uomo di 39 anni ha pensato bene di fare una sfilata di incapacità morale e legale, travolgendo due sorelle anziane mentre attraversavano tranquillamente sulle strisce pedonali in via Carnia. Ovviamente, la sceneggiata non poteva che concludersi con una fuga da vero “pirata della strada”, senza soccorsi né un minimo di decenza.

Alla fine, il nostro campione di irresponsabilità ha avuto una folgorazione di coscienza: si è presentato spontaneamente alla polizia locale. Non prima, però, di essere risultato positivo a test alcolici e tossicologici, perché se proprio devi fare le cose, fallo alla grande: ubriaco e drogato, così da nascondersi dietro la scusa di un controllo positivo. Per lui, il pubblico ministero ha prontamente chiesto la custodia in carcere, la quale oggi appare come una semplice formalità.

L’avvocato Paolino Ardia, con una delicatezza degna di un canto funebre, ha riferito che il suo assistito ha risposto “per quel che è il suo ricordo”. Tradotto: più confuso di un ghiro in letargo e forse un po’ troppo sommerso dai sensi di colpa per essere davvero lucido. L’avvocato ha inoltre sottolineato che il 39enne è “estremamente provato”, soprattutto per la “enorme responsabilità” delle conseguenze delle sue azioni, che – non si sa perché – hanno coinvolto due persone innocenti e ignare. Che sorpresa.

A seguito dell’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari si è tenuto il beneficio del dubbio sulla misura da adottare. Immagino che stia ancora decidendo se una pacca sulla spalla sia sufficiente o se la galera sia il rimedio più adeguato.

La vittima: una storia di buon cuore travolta dalla stupidità

La vittima si chiamava Alfonsa Curiale, 75 anni, una donna che aveva appena lasciato l’Agrigentino per prendersi cura della sorella malata. Niente di più nobile, vero? Eh già, perché le due sorelle stavano semplicemente attraversando la strada sulle strisce pedonali quando si sono trovate a sfidare la predazione umana incarnata nel 39enne.

Le condizioni di Alfonsa sono apparse subito gravissime, e purtroppo è morta poco dopo in ospedale, al San Raffaele. La sorella di 70 anni, invece, è ancora ricoverata e lotta tra la vita e l’incertezza, e tutto questo per colpa di un uomo che pensava la strada fosse un circuito di Formula 1 senza pubblico.

Il pirata della strada in versione “infallibile”

Dopo aver schiantato le due donne, il 39enne ha pensato bene di sparire senza nemmeno un cenno di umanità o, che so, il minimo senso di responsabilità: niente soccorso, niente telefonata. I testimoni, pietosi nel fornire dettagli, hanno descritto una Smart Fortwo nera, autovettura simbolo dell’arroganza stradale moderna e del “guido così e amen”. Non proprio un bolide, ma si sa, non è questione di cavalli sotto al cofano.

La stessa Smart è stata poi trovata parcheggiata alle 22:15 nel parcheggio di un supermercato Lidl, sempre a Milano. E chi si trovava lì dentro se non il nostro eroe, il 39enne Giorgio P.? Il colpo di scena arriva con il test super positivo sia all’alcol – con valori tra 1,95 e 1,99 – che alla cocaina. Un vero monumento alla perdizione stradale.

Ora Giorgio si ritrova con una lista d’accuse che sembra più una barzelletta amara: omicidio stradale, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. Tutti titoli più che meritati, anche se non riusciranno a restituire la dignità perduta alle vittime.

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